Dalla morte di Alfredo Rampi (Alfredino) nacque la Protezione Civile e la associazione che porta il suo nome

Alfredino 1981-2020
Il Centro Alfredo Rampi Onlus, da 39 anni per la tutela della vita

“L’amore ha fatto il dolore e il dolore ha fatto l’amore. Il legno a cui si è appreso il fuoco non dà cenere soltanto, ma anche una fiamma” (Paul Claudel)

Trentanove anni fa moriva Alfredo Rampi, per tutti Alfredino, nella scura notte di Vermicino, che segnò profondamente il Paese. Il triste accadimento, al contempo, segnò l’inizio di un inatteso e luminoso cambiamento socio-culturale.

Grazie all’incontro con la signora Franca Rampi, l’allora Presidente Pertini si convinse della necessità di istituire una struttura nazionale che si occupasse di protezione civile ogni giorno.

Così dall’immenso dolore e dal sussulto di consapevolezza e responsabilità di quei giorni nacque la Protezione Civile ed ebbe inizio la storia del Centro Alfredo Rampi.

Dolore trasformato in amore.

In cura, solidarietà, coraggio. Grazie all’impegno di Franca Rampi – sempre
supportata dal marito Nando – esempio e motore di lungimiranza e coraggio, grazie alla vicinanza e alla professionalità dei tanti volontari, al sostegno delle istituzioni, nasceva un’Associazione che si è dedicata a
tenere viva la fiamma della prevenzione, dell’educazione ai rischi, della resilienza.

Memoria che diventa responsabilità, speranza, progettualità, presenza… e spinge sempre a guardare oltre.

Da allora l’Associazione è impegnata a diffondere la cultura della prevenzione, della sicurezza, della protezione civile, del soccorso, della psicologia del rischio ambientale e dell’emergenza, della tutela
dell’infanzia e dell’adolescenza, del volontariato e della solidarietà.
Mettere al centro il valore e la difesa della vita umana, ogni vita umana, a partire dalla più piccola e indifesa: questa la principale responsabilità del Centro Alfredo Rampi che, in nome di tale impegno, realizza attività di prevenzione e di educazione al rischio e interventi a favore delle vittime di emergenze e traumi.

L’attore Luca Zingaretti ha recentemente pronunciato delle bellissime parole nel programma “Musica che unisce” su Rai1. Pensando al dolore e al senso di impotenza che abbiamo attraversato in questi mesi di lockdown, è tornato con la memoria all’evento fondativo del Centro Rampi, quando l’Italia pianse, unita, la morte di Alfredino. “In tutte e due le occasioni – ha detto l’attore – l’Italia si è fermata e poche volte come in questi due momenti ci siamo sentiti come facenti parte di una sola, unica e per certi versi meravigliosa famiglia”.

Oggi come allora siamo chiamati ad essere coscienza, cuore e intelligenza vigile, sperando che questo lungo e ancora incerto periodo di emergenza non passi invano, ma segni un nuovo “risveglio”, come avvenne ai tempi di Vermicino e questa volta se possibile a livello ancora più integrale e globale.

L’augurio di tutta l’Associazione è, dunque, che questo anniversario possa riportare al centro della vita sociale e politico questi valori di unità, solidarietà e resilienza, di cui il nostro Paese ha grande bisogno in
questo momento storico.

Il Centro Alfredo Rampi si prepara a vivere il 40° anniversario nel 2021: sarà un momento di festa che vedrà coinvolti tanti protagonisti del mondo dello spettacolo, della protezione civile, della scuola, dell’arte e della
letteratura. Le iniziative del quarantennale saranno molteplici tra cui: l’anteprima assoluta del primo film sugli eventi di Vermicino (Lotus Production), la premiazione della seconda edizione del Premio Letterario
Alfredo Rampi rivolto ad adulti, ragazzi e bambini (di cui a breve uscirà il bando), la Mostra d’Arte “Lo sguardo indesistibile” e il Villaggio della Prevenzione e della Sicurezza.

Michele Grano

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