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Il mio Dio è la festa dell’uomo

Il mio Dio.
Quello vero autentico.
Non quello delle mie idee.
Quello che avevo in testa e poco nel cuore.
Quello di carne e sangue.
Quello di Spirito Santo.
Ecco il mio Dio.
Quello della Croce e non dei troni.
Quello della misericordia e non della giustizia.
Quello che non si scandalizza e non il Dio dei puri.

Sì.
Il Dio di Gesù
è sempre oltre le mie aspettative.
Non mi giustifica nel peccato.
Anzi lo detesta.
Ma pur di salvarmi lo ridicolizza.
Non forza mai.
Aspetta. È paziente.
Il mio Dio, quello di Gesù in croce
fa diventare il primo Santo
un ladro.
Il mio Dio è pazzo non è normale.
Un Dio normale sarebbe borghese e raffinato,
statico e fermo a pretendere conversioni.
Il mio Dio è rozzo e della strada,
ma è nobilissimo e sublime.
È in movimento. In ricerca.
Cerca il misero. Il debole.
Cerca la schiava. Il drogato.
Cerca gli scarti. Cerca anche i ricchi e i rigidi.
Cerca anche i bigotti.
Cerca gli scapestrati. Cerca tutti.
Senza distinzione.
Ma si identifica coi poveri.

Il mio Dio è gioia.
Non è paura.
Il mio Dio è Spirito di Amore.
È Amore.
Madre che accarezza.
Padre che abbraccia.
Fratello che dà la mano.
Sorella che ti bacia.
Sposo che si fa in quattro.
Sposa che soffre nel silenzio.
È giovane bella che danza.
È Sacerdote che si offre tutto.
Si fa Pane da mangiare.
Si fa Vino da bere.

Il mio Dio
è la Festa dell’Uomo.

Domenico Savio, prete

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