editoriali

A noi donne libere di scegliere la nostra vita e… anche di tornare indietro

Dunque. La prima sera Chiara Ferragni si presenta mezza nuda e al motto di “ pensati libera “ insegna l’importanza di essere quel che si è, a non badare a quel che dicono gli altri , a non sentirsi sbagliate e mostra il suo corpo come mamma l’ha fatto in mondovisione. Due sere dopo Carla Bruni afferma di aver digiunato due settimane per poter entrare nell’abito di San Remo. E ancora, Chiara Francini, che ha preferito la carriera alla famiglia e alla maternità, e nel cuore della notte affida all’etere tutti i sensi di colpa che ora le sono venuti, confidando di sentirsi sbagliata ( forse non ha sentito il monologo della Ferragni).

Sono molto confusa. Nelle parole di queste donne leggo molta insicurezza, molta incertezza su quello che è il ruolo della donna nel mondo, molta confusione, fra quel che si è e quel che si vorrebbe essere. Leggo molta paura di seguire l’istinto che ci vuole madri, e quindi se ho figli chi se ne frega della carriera, o di
preferire la carriera, e quindi chi se ne frega se il mondo vuole che facciamo figli. Leggo tanto senso del dovere, quindi, sì, è vero che le forme non contano ma se un vestito non mi entra non cambio vestito ma digiuno per farmelo entrare. E ( penso ad esempio a Vanessa Incontrada) se non riesco a dimagrire dico continuamente al mondo che il mio corpo va bene cosi com’è. Più per convincere me stessa che gli altri.

Penso alle nostre nonne e mi chiedo se avevano anche loro questi pensieri, questa paura di vivere la vita e il mondo senza sentirsi in dovere di soddisfare le aspettative di tutti ma non snaturando le proprie inclinazioni. Non credo che avessero molto tempo per pensare a queste cose. Semplicemente hanno vissuto la loro vita così come si poneva loro davanti, certamente spesso e volentieri non avevano scelta. Oggi invece la scelta l’abbiamo. Abbiamo tutte le possibilità del mondo. Forse è qui il nocciolo della questione: troppa scelta. Se si dice a un bambino di scegliere un giocattolo in un negozio enorme il bambino sarà felicissimo ma poi non saprà come fare, quale scegliere, perché ce ne sono troppi e sono tutti allettanti. In più noi donne, con il nostro solito senso del dovere ( che credo sia installato direttamente nel gene x sennò non si spiega), non vogliamo deludere nessuno scegliendo quello che preferiamo noi invece che quello che ci suggerisce qualcun altro.

Ma quello che dobbiamo imparare è che ogni scelta di vita per forza di cose comporta delle rinunce, se si decide per una strada non si può contemporaneamente percorrerne un’altra. A meno che non si decida di tornare indietro e cambiare percorso. Allora sono d’accordo con Chiara Ferragni: Pensati libera. Ma non libera di fare tutto quello che vuoi o che pensi di dover fare. Libera di scegliere la tua vita senza pensare a tutte le altre vite che hai deciso di non scegliere. E anche libera di tornare indietro se ti accorgi che hai sbagliato strada. E se è troppo tardi pensati libera dai sensi di colpa. Perché ogni strada ha una meta, che
può essere bellissima anche se non è quella che avevamo preventivato.

ena

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