Presepe di parole

IL NATALE DI MAIGRET
Non nevicava. A cinquant’anni suonati, era ridicolo provare delusione perché la mattina di Natale non c’è la neve, ma le persone di una certa età sono molto meno
serie di quanto non si figurino i giovani.

IL NATALE DELL’ARCIVESCOVO DELPINI
Siamo testimoni: dobbiamo dire semplicemente quello che abbiamo visto e nessun complicato ragionamento, nessun disprezzo che ci mette in ridicolo, nessuna
minaccia che ci vuole zittire, nulla può convincerci a tacere quello che ci è stato donato. Siamo stati amati. Proprio noi, povera gente da nulla, siamo stati amati e
quel bambino ci ha resi capaci di amare. Di questo diamo testimonianza. I pastori sono testimoni e il loro cantico condivide la sorpresa, l’esperienza e il suo
frutto.

IL NATALE DEI PROFUGHI
Salvatore si chiama così perché è nato la notte di Natale. Era a bordo di Etna, la nave della Marina Militare che lo aveva salvato giusto in tempo: a un soffio dal travaglio sua mamma Kate, nigeriana di ventotto anni, galleggiava ancora su un barcone stringendo a sé la piccola Destiny di quindici mesi, in balia delle onde gelate nel mare di Sicilia. Salvatore era solo uno tra i tanti bambini che fino a oggi sarebbero venuti al mondo solo perché una nave si è trovata a passare nel posto giusto al momento giusto.
[Lucia Bellaspiga, da Avvenire]

IL NATALE DI FIDEL CASTRO
Gli spiegai che essendo stata ormai fissata la data della visita, il 21 gennaio 1998, era interessante che questa risultasse un grande successo. “Cuba deve sorprendere il mondo”, gli dissi. Chiesi a Castro che il Natale ormai alle porte fosse celebrato a Cuba come una festività ufficiale per la prima volta dall’inizio della rivoluzione. Castro disse che sarebbe stato molto difficile, il Natale cadeva nel pieno del raccolto della canna da zucchero. Replicai: “Ma il Santo Padre vorrebbe poterla ringraziare pubblicamente per questo gesto già al suo arrivo all’aeroporto dell’Avana”. Allora, dopo una lunga discussione, Castro finì per dire di sì. Anche se aggiunse: “Ma potrebbe essere soltanto per quest’anno”. Mi limitai a dire: “Benissimo, il Papa gliene sarà grato. E quanto all’anno prossimo, si vedrà”. Com’è noto, la festa del Natale è continuata a essere da allora festa civile».
[Joaquin Navarro-Valls, direttore Sala stampa Santa Sede durante il pontificato di san Giovanni Paolo II]

IL NATALE DI MATISSE

IL NATALE DI LIBERO MONELLESCHI
Davanti al presepe, appena sceso dal letto,
Caldo in mano un buon cappuccino
In attesa di un fragrante cornetto,
Sento un aroma di Gesù Bambino.


IL NATALE DI MARIO RIGONI STERN
Una ragazza mi aveva mandato una cartolina in rilievo con il presepio, e la inchiodai sui pali di sostegno del bunker. Sapevamo che era Natale. Quella mattina avevo finito di fare il solito giro delle vedette. Nella notte ero andato per tutti i posti di vedetta del caposaldo e ogni volta che trovavo fatto il cambio dicevo: Buon Natale! Anche ai camminamenti dicevo – buon Natale, – anche alla neve, alla sabbia, al ghiaccio del fiume, anche al fumo che usciva dalle tane, anche
ai russi.

NATALE DI SGARBI
Buon Natale a tutti, che non siete nati il giorno in cui è nato Gesù Cristo, ma dovete a Gesù Cristo la vostra libertà, l’uguaglianza, l’indipendenza della donna, la bellezza… Tutto!

E A GRANDE RICHIESTA UNA REPLICA
Il tacchino va bene per il Natale ma il Natale non va bene per il tacchino
[Achille Campanile]

Auguri da Gianni Mussini

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