Per quale scopo bisogna lavorare?

È sempre più diffusa l’idea che il lavoro serva esclusivamente per potersi garantire uno stile di vita soddisfacente. Che permetta di comprarsi ciò che si desidera, viaggiare, andare al ristorante.

In pratica, il lavoro visto come un mezzo attraverso cui ottenere il soddisfacimento che, a priori, non può dare. Perché è solo lo strumento. Non il fine.

Lavorare per vivere e non vivere per lavorare. Comprensibile. Ma non altrettanto realizzabile. Perché il tenore di vita che si pretende di ottenere difficilmente lo si può avere lavorando poche ore, senza fatica, vicino a casa, senza un problema da risolvere. Il tenore di vita cui si ambisce spesso (non sempre) è direttamente proporzionale agli sforzi che si fanno, al rischio che si assume, ai sacrifici che si sopportano. E tutto ciò risulterà meno faticoso, se si ha un progetto finale, uno scopo da realizzare. Che non è l’accredito della busta paga a fine mese. Poi, accade pure di essere costretti a lavori che non piacciono, perché le cose non sono andate come si erano immaginate. Ma fare il meglio che si può con quello che si ha, senza logorarsi per ciò che avrebbe potuto essere e non è stato, è la ricetta migliore. Per vedere le opportunità che solo una mente sgombra da rimpianti può cogliere.

Elisabetta Aldrovandi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *