Intervista ad Andrea Passeri, vice presidente Ascoli Calcio, sui giovani e lo sport

Incontriamo Andrea Passeri tra le ruette di Ascoli Piceno proprio dopo aver avuto la notizia del suo nuovo incarico come responsabile del settore giovanile della squadra locale.
Sono profondamente legato alla città marchigiana per le origini di mia moglie e perché qui è nato il nostro terzo figlio Matteo, giovane allievo, a Roma, dello stesso Passeri, quindi in questa chiacchierata con Andrea parliamo di cuore più che di tecnologia:


1) Ad Ascoli sono tutti contenti dell’apporto “tecnologico” che porterai al settore giovanile della squadra (link picenotime). Io sono contento perché, conoscendoti, so che porterai anche un diverso approccio umano nella società Ascoli Calcio. Quanto è importante, in una grande squadra di serie B come in una piccola società di Roma, il fattore umano per i più giovani? Il calcio è ancora oggi un luogo di educazione?

Credo che il fattore umano sia fondamentale, perché quando si parla di giovani è necessario partire da un approccio etico. Il calcio giovanile per quanto, ovviamente, faccia parte di un percorso legato al business delle società, rimane e deve rimanere ancora un “luogo” di formazione. Lo scopo di un settore giovanile dev’essere quello di formare calciatori, per farlo non si può prescindere quindi da vari aspetti dell’educazione e, soprattutto, dalla possibilità di alimentare una passione, con lo strumento più efficace di tutti, quello del sogno.

2) I nostri figli sognano di diventare professionisti nel calcio ma uno su settantamila, forse, ce la fa (se non ricordo male è questo il dato FIGC). A un genitore e ad un ragazzo che si avvicinano al calcio giovanile, che approccio consiglieresti?

Anche all’interno di un settore giovanile di una società professionistica la percentuale di ragazzi che poi faranno i calciatori di professione, soprattutto ad alti livelli, è molto ridotta. Il nostro scopo è quindi quello di formare uomini pronti al calcio come alla vita.
Per buona parte di loro le emozioni, i successi, la condivisione che proveranno durante il percorso giovanile saranno la loro massima espressione calcistica. Però vogliamo che, se dovessero poi lasciare il calcio per altre carriere, possano vivere questi ricordi come una grande esperienza formativa e non come una prima delusione “lavorativa”.
Quello che posso consigliare a un ragazzo è quello di vivere al meglio ogni parte del percorso, che sia in una scuola calcio di quartiere o in un grande club, crederci nella maniera giusta, mettendoci l’impegno e la passione che ognuno ha dentro di sé.
Credo che l’importante sia avere il giusto approccio, senza credere che il calcio possa o debba essere l’unica soluzione, o che qualcuno possa fornire una scorciatoia, intanto perché il campo è, e sarà sempre, il solo giudice, e poi perché le variabili del calcio, e della vita, sono imprevedibili. Quest’ultima parte del discorso vale, fin troppo spesso, per i genitori più che per i ragazzi, che alle volte riversano le proprie ambizioni, o i propri mancati successi, sulle spalle dei propri figli, a prescindere dalle loro volontà. Per fortuna so che questo non è il tuo caso e dei tuoi splendidi figli.

3) Ti ringrazio. Dopo due anni di covid finalmente siamo tornati a giocare a tutti i livelli e stanno ripartendo tutti i campionati di calcio. Quali sono i primi obiettivi che si aspetta il giovane vicepresidente Passeri dai suoi giovani giocatori, dal Vis Aurelia all’Ascoli Calcio passando per tutte le altre società nelle quali, come Distretti Ecologici, avete investito?

Credo che, dai 2010 che ho l’onore di allenare alla Vis Aurelia, fino alle formazioni Primavera delle squadre più blasonate che seguiamo con Distretti Ecologici, il principale obiettivo è quello di “fare calcio”, sul campo, per far crescere ogni singolo ragazzo, per far crescere ogni club, e per far crescere il movimento calcistico giovanile, che in Italia ne abbiamo estremo bisogno.
Troppo spesso, anche nelle grandi squadre, i settori giovanili sono stati visti come un peso, mentre noi crediamo siano la risorsa principale.
Il mio obiettivo personale, poi, da quando ho cominciato questo percorso all’interno del mondo del calcio, è quello di dare la giusta opportunità a tutti i ragazzi, che sia quella di arrivare in Serie A, o semplicemente il diritto di vivere il proprio percorso, crescendo e divertendosi. Che poi è l’unica cosa davvero importante ed il privilegio più grande che il calcio ci concede ogni giorno.

Grazie Andrea della chiacchierata e buona fortuna per questo tuo incarico, ti seguirò volentieri perché conoscendoti so già che farai benissimo ma…. Sono di parte 🙂
Buon lavoro

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