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La Cannabis in età evolutiva è veleno. Senza se e senza ma

Io chiederei a tutti coloro che hanno un ruolo pubblico, che parlano a nome di movimenti giovanili, che si ergono a portavoce dei diritti di evitare qualsiasi dichiarazione e coming out sul tema del consumo di cannabis in adolescenza. “Io ho fumato cannabis fin da adolescente e non ho mai avuto problemi”: ecco queste sono le frasi che chi ha una visione professionale e oggettiva dei bisogni evolutivi degli adolescenti non può davvero sentire.

Chi si occupa di età evolutiva sa che il mondo è pieno di giovanissimi che ne hanno fatto uso e ne fanno uso, ma che purtroppo – in seguito a tale uso – hanno problemi enormi. Non è possibile parlare di una sostanza psicotropa senza avere contezza dei danni che procura a chi ne fa uso in età evolutiva. Mi astengo dal commentare i danni che può procurare anche al consumatore adulto, ma la ricerca parla chiaro in relazione ai danni per i minori. I reparti di psichiatria hanno avuto negli ultimi anni un incremento esponenziale di pazienti giovanissimi che sono diventati pazienti psichiatrici anche (e in alcuni casi soprattutto) in seguito all’uso che hanno fatto di sostanze psicotrope in età evolutiva. Non c’è niente di innocuo, né tanto meno di giustificabile nell’uso di sostanze psicotrope in età evolutiva, ovvero quando il cervello è nella fase più delicata e importante del suo sviluppo.

E se una persona che ha un ruolo pubblico, usa il proprio ruolo pubblico per fare coming out affermando e reclamando il diritto a coltivare il proprio “orticello” di piantine di cannabis … secondo me non è adatto a rivestire un ruolo ufficiale e di rappresentanza. “La cannabis non è come un bicchiere di vino” per la mente del consumatore minorenne così come affermato oggi dal leader delle Sardine. E se davvero vogliamo lavorare per garantire un futuro pieno di opportunità agli adolescenti, dovremmo tutti allearci per crescere generazioni libere da ogni forma di consumo psicotropo. La vera civiltà e la vera evoluzione stanno nel comprendere che la ricerca della felicità e del benessere non è mai assolvibile con il ricorso ad una sostanza chimica di natura psicotropa.

E’ incredibile notare come gli specialisti della mente abbiano idee chiarissime in relazione ai danni derivanti dal consumo di cannabis tra i giovanissimi. Eppure, quando affermano ciò che sanno vengono tacciati di bigottismo e moralismo. Perciò, vi prego, non inseriamo il “diritto alla pianticella di marijuana da coltivare in casa propria” nella lista dei diritti da reclamare e inserire nell’agenda di governo. L’unico diritto che dovremmo riconoscere ad un minorenne è quello di non farne mai uso. E l’unico coming out che ci serve oggi è quello di figure autorevoli oppure con grande potere di influenzamento sociale tra i giovanissimi che abbiano il coraggio di affermare: “La cannabis e il suo principio attivo -Il thc – è veleno per la tua mente. E io non ne ho mai fatto uso”. Però è davvero difficile trovare “influencers” che diffondano questo messaggio. Chissà perché. Leggete questo messaggio con i vostri figli. Leggete anche le dichiarazioni che oggi compaiono sui media ad opera di un consigliere comunale di Bologna. E aprite un dibattito franco e sano in famiglia. Magari approfondendo il tema con la consultazione di qualche lavoro scientifico.

Alberto Pellai

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