La Misericordia vera di Dio non può che scandalizzarci

Se Gesù avesse solo parlato di misericordia, non sarebbe stato crocifisso. Se avesse unicamente raccontato con storielle edificanti e moraleggianti l’amore universale sarebbe vissuto fino ad un’età adulta e anziana come un saggio del vicino Oriente. Ma lui ha parlato dell’amore vero, cioè raccontandolo con gesti concreti rivolti a storie e persone. Questo non può non solleticare coloro che si trovano sull’altra sponda del fiume: i forti, i potenti, i rigidi esecutori del diritto religioso, i clericali insomma. Cristo non ha raccontato parole belle e buone, ma dure come pietre e sfacciate come la Verità. Lui stesso è la Verità. Quella crocifissa.

Poiché infatti ha perdonato l’adultera e disarmato gli accusatori, essi “iniziarono a tramare di ucciderlo”. Perché salvando una pecora zoppa ha ricordato a coloro che le stavano spezzando ambedue le gambe che solo l’amore guarisce e addirittura previene i peccati. Ma i farisei, gli scribi e i sacerdoti volevano avere intorno gente peccatrice per fustigarla con quella stessa Legge che essi “sfioravano a malapena”.

Se Gesù avesse parlato solamente di conversione dei peccatori, il Sinedrio lo avrebbe ignorato. Ma lui invece non è stato medico forte e sano che guariva dall’alto della sua santità i malati nel cuore. Siccome appunto stava a mensa con pubblicani e peccatori, ha condiviso la tavola e la relazione umana con loro allora essi si indignavano contro di lui e digrignavano i denti per la potenza della Parola divina che guarisce, risana, risolleva, e “libera anche di sabato” i figli e le figlie di Dio incatenati dal male e lasciati in ceppi dall’indifferenza legalista.

La misericordia finta, che si predica da pulpiti accusatori e che viene spacciata per ‘giusta misericordia lontana dal lassismo’ non fa altro che accrescere i sensi di colpa in chi ha commesso errori in passato. La vera misericordia “non la comprende né il più alto mistico della terra né i padri apostolici e né il santo più gettonato”: la comprende solo colui che l’ha ricevuta pienamente, immeritatamente, gratuitamente.

Don Domenico Savio Pierro

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