Per la seconda volta consecutiva vedremo le partite del mondiale di calcio in tv

Certo, con tutti i problemi seri che ci sono in giro, preoccuparsi di una partita di calcio sembra cosa assai futile. Del resto, è il leitmotiv del momento… Nello sport non contano i titoli, il blasone, i contratti faraonici: conta il campo. E sul campo la nostra nazionale ha perso stasera con una modestissima Macedonia (un tiro al 93’, un gol…) e non ha prodotto assolutamente nulla in oltre 95 minuti di gioco. Infatti, se gli avversari hanno tirato una sola volta, gli azzurri non lo hanno fatto mai seriamente. Troppo poco per meritare anche di strappare una fortunosa qualificazione. E, comunque, il passaggio al mondiale di calcio è stato buttato alle ortiche nel comodo girone che non si è riusciti a vincere pur avendo avuto 3 o 4 match ball a disposizione. Se non batti Bulgaria, Nord Irlanda, Macedonia, Svizzera pur avendone ampiamente la possibilità… beh non puoi pretendere di essere tra le migliori squadre. Non mi sono piaciute neppure le interviste di questo periodo. Tutte focalizzate sulla partita con il Portogallo (che ha fatto il suo onestamente battendo una combattiva Turchia…) e snobbando completamente la squadra che alla fine ci ha buttato fuori dalla kermesse mondiale. L’illusione della vittoria del campionato europeo si è conclusa nel peggiore dei modi.

Per la seconda volta consecutiva vedremo le partite del mondiale di calcio in tv, per la gioia dei nostri avversari… perché, tutto sommato, quando l’Italia pallonara va avanti, poi arriva in fondo e magari vince anche. Ma tant’è: questo è il livello del nostro calcio ora, questo sappiamo esprimere nel momento attuale. Ora partirà lo stillicidio di polemiche e consigli da bar (o da tastiera… come questo… 😅).

Ora anche Balotelli tornerà ad essere invocato come il grande peccato del Mancho e come colui che avrebbe potuto e dovuto salvare la nazionale in un contesto di povertà tecnica. Altro che chiacchiere, qui urge una ‘seria’ (in verità, c’è molto altro di serio…) riflessione e una rinnovata programmazione. Bisogna incentivare i settori giovanili e permettere ai giovani di giocare ad alto livello, non di essere snobbati e ridursi a guardare le partite in tribuna. Meno stelle cadenti del firmamento internazionale, dalle pretese esagerate, e più giovani nostrani che possano garantire un futuro al nostro calcio. Lega e Federazione dovrebbero legiferare per incentivare l’innesto di giovani nelle rose delle prime squadre e avere garanzie di impiego: magari 3 italiani tra i 18 e i 22 anni in campo.

Non si può continuare su questa deriva ‘esterofila’ e poi non si riesce a superare gli ottavi di finale delle coppe europee, quando va bene; non ci si qualifica per i mondiali in due consecutive edizioni… e via discorrendo. Spero che domani si smetta subito di piagnucolare e si inizi a programmare per abbattere i costi eccessivi – e assolutamente immorali – del calcio e creare i presupposti per una vera crescita del movimento a partire dai nostri giovani.

Don Rocco D’Orazio

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