La Nonna di San Pietroburgo

Ha l’aria più tranquilla del mondo. Un baschetto nero in testa come si addice a un’artista. Cappottino “sovietico” e sciarpa a quadretti.Sta in piazza a san Pietroburgo, i passi un po’ incerti degli anziani, e tiene in mano due cartelli quasi più grossi di lei. Dicono: “SOLDATO, METTI GIU’ LE TUE ARMI E SARAI UN VERO EROE”.

Ylena Ospinova, sopravvissuta all’assedio di Leningrado, arrestata per aver manifestato contro la guerra, è diventata, in pochi secondi, il simbolo di un Paese che si sta ribellando. Questo video, finito sui social, si mescola alle tante immagini di eroismo e di speranza che abbiamo visto in questi giorni. Come l’altra di quell’uomo alto e magro con la barba che abbraccia piangendo un passante e alza un cartello dove prova vergogna per il suo Paese: ” SONO RUSSO, SCUSATEMI PER QUESTO”.O ancora la colonna enorme di civili ucraini che occupa la strada di Energodar e ferma l’avanzata dei carri armati russi verso la centrale nucleare lì ubicata.

Le emozioni belle che suscitano esempi come questi si mescolano al dolore e alla rabbia per le scene di violenza e distruzione che vediamo e che rischiano di trascinarci in un gorgo bellicista.Chissà se i messaggi, come quelli ricordati, che esprimono la follia della guerra, arriveranno anche a Vladimir Putin.

Lorenzo Guzzeloni

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