Gesù predilige, abita le periferie del cuore come quelle delle città

Giuseppe era un credente fervente. Conosceva le divine Scritture e le metteva in pratica. Che cosa avrà pensato nel suo cuore quando al Figlio di Dio ha dovuto preparare in fretta la gratta di Betlemme per farlo nascere? Il Figlio di Dio non sceglie Gerusalemme la “città santa” come luogo della sua incarnazione, ma Betlemme villaggio periferico, lontano dai clamori della cronaca e del potere. Per Gesù, le periferie e le marginalità sono predilette. Non prendere sul serio questa realtà equivale a non prendere sul serio il Vangelo. Il Signore agisce sempre di nascosto anche nelle periferie dell’anima, dei sentimenti di cui ci vergogniamo. Il Signore è lì per aiutarci ad andare avanti. Gesù va a cercare i peccatori, entra nelle loro case, parla con loro, li chiama alla conversione. Ed è anche rimproverato per questo: “mangia con i peccatori, si sporca, va a cercare il rifiuto della società. E questo ci deve dare tanta fiducia, perché il Signore conosce le periferie del nostro cuore, della nostra città, della nostra famiglia, cioè quella parte un po’ oscura che noi non facciamo vedere per vergogna. Oggi Giuseppe ci insegna a prepararci al Natale non lasciandoci abbagliare dalle cose che il mondo loda, ma cercare il Signore nelle periferie esistenziali e geografiche, dare importanza a ciò che gli altri scartano ma è prezioso agli occhi del Signore”.

San Giuseppe,
tu che sempre ti sei fidato di Dio,
e hai fatto le tue scelte
guidato dalla sua provvidenza,
insegnaci a non contare tanto sui nostri progetti,
ma sul suo disegno d’amore.
Tu che vieni dalle periferie,
aiutaci a convertire il nostro sguardo
e a preferire ciò che il mondo scarta e mette ai margini.
Conforta chi si sente solo
e sostieni chi si impegna in silenzio
per difendere la vita e la dignità umana. Amen.
Buona giornata in compagnia di san Giuseppe e sempre una preghiera reciproca

Padre Pino Sorrentino

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