Una luce nella notte dei nostri dubbi – Prima Domenica di Avvento

Viene il Signore della giustizia                                   

Comincia un nuovo anno della Chiesa (anno liturgico C). Il colore viola dei paramenti indica che entriamo in un tempo di attesa e di preparazione. Infatti, per quattro settimane, nel raccoglimento e nella conversione interiore, ci prepareremo all’incontro col Signore che viene a Natale. Attenzione! L’Avvento e il Natale costituiscono un tempo: certo, ricco di celebrazioni, ma molto breve. Appena incomincia è già finito! Il suo significato più profondo corre quindi il rischio di non essere compreso adeguatamente e di toccare solo la superficie della nostra vita. L’esperienza dell’attesa presuppone una venuta, un arrivo, qualcuno che viene e si fa incontrare. In questo senso l’attesa risulta un andare incontro, un tenersi pronti e vigilanti, un dinamismo e un’ ansia gioiosa.

                      I testi di questa prima domenica ruotano allora attorno ad un annuncio relativo a questa attesa : « La vostra liberazione è vicina»; da qui sgorgano due esortazioni: « levate il capo » e « vegliate e pregate perché abbiate la forza ». L’attesa è dunque orientata verso un evento decisivo, l’arrivo di Qualcuno, di un personaggio importante: è la venuta del Figlio dell’uomo, nel silenzio e nell’ umiltà. Questo Figlio è Gesù, Signore del mondo e giudice della storia, il “germoglio di giustizia” di cui parla Geremia nella prima lettura, che vuole recare frutti anche ai nostri giorni.

                     Il paradosso di questa attesa sta nel fatto che l’arrivo di « colui che deve venire » pur avendo già  avuto luogo nel passato, ci viene tuttavia presentato dalla liturgia in proiezione futura. Come per dire che, da parte nostra, l’evento deve ancora essere vissuto e il Cristo attende ancora di essere accolto. Certo egli è già  venuto, ma siamo noi ad aprirci oggi a questa realtà; accettando oggi un cambiamento radicale di mentalità , un mutamento radicale delle cose, accogliendo cioè oggi il progetto di totale trasformazione del Padre, progetto che si chiama « Regno di Dio » e che misteriosamente è già presente in mezzo a   noi.                

L’Avvento fa intravedere anche la prospettiva della giustizia finale,  l’incontro col Cristo giudice. Ed è anche a questo giorno che dobbiamo guardare, è  questa l’ora che dobbiamo attendere. In ogni caso questi due avvenimenti sono da vedere, senza paura, nell’unica prospettiva dell’evento salvifico unico, in cui Cristo appare come il Liberatore. La salvezza è anche fatica e sofferenza di Cristo per amore nostro: nel cercarci, Cristo si è affaticato, morendo infine sulla croce. Tanti sforzi non possono essere vani. Andiamogli incontro! A pensarci bene, non siamo soli a vivere l’avvento, l’attesa. Questo è tempo di attesa paziente anche da parte di Dio.

Don Joseph Ndoum       1ª lettura Ger 33,14-16 dal Salmo 24 2ª lettura 1 Tes 3,12-4,2 Vangelo Lc 21,25-28.34-36

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