Bibbiano, ancora presente, ancora latente

Arriva da tutta Italia l’indignazione ed il pensiero circa i fatti di Bibbiano. Si sta celebrando ma sempre meno sentendo parlare del Processo definito Angeli&Demoni, da subito insabbiato. Tale è il parere di Francesco Borgonovo, direttore de La Verità, ai microfoni di Radio Padania Libera, durante la Rubrica #BambiniStrappati condotta da Sara De Ceglia e Sammy Varin, nella puntata andata in onda Giovedi 30 Settembre 2021.

Dopo l’intervento, piuttosto incisivo, del giornalista vengono presentate due opere della dottoressa Giuseppina De Lorenzo, rispettivamente “Parlateci di Bibbiano” ed “Angeli e Demoni”, che rappresentano la prospettiva demoniaca in cui sono incorse numerose famiglie.

Il secondo testo approfondisce l’aspetto psicologico e professionale che ha inciso sia nelle vittime del caso che ha fatto scalpore nell’estate 2019, che in quelle disseminate in tutto il Paese, chiarendo gli aspetti secondo cui, chi si definisce tutelante dell’infanzia e della famiglia, l’abbia in realtà resa sintomo di abuso e storture al quale applicare misure drastiche e di fatto privandole di ogni diritto alla difesa.

Oggi questo sistema vive ancora, intriso nei diversi strati sociali, dove questi “Mostri” continuano muoversi indisturbati. Dove le professioni si piegano ad interessi diversi, applicando o meno la norma a seconda di qualche pressione da parte di qualcuno che gode di un potere tale da poter influenzare un giudice che stabilisce il collocamento presso l’abitazione di una mamma accusata dal figlio di abusi sessuali. Incredibile ma questa è la realtà. Una delle tante segnalate all’associazione #BambiniStrappati.

Accade di continuo, nelle diverse regioni di Italia, mentre si sperpera denaro pubblico per agitare gli animi e seminare odio, la Stampa tace, coprendo di fatto questi crimini a danno dell’infanzia e della famiglia nella prospettiva di una famiglia diversa.

Dando una connotazione deprecabile a quanto la famiglia stessa dovrebbe rappresentare e disattendendo le leggi che di fatto la tutelano.

Sono poche le personalità politiche che provano a sottolineare il gap sociale in cui incorrono i genitori separati, vittime di un sistema che si nutre di conflitti e che non è lontanamente all’altezza del compito a cui viene chiamato ad assolvere.

E mentre si affiggono manifesti che inneggiano alla discriminazione ed alla promiscuità, questa società verte inesorabilmente verso lussuria, illegalità e dissolutezza, accentuando discriminazioni ad hoc, secondo le velleità ed i princìpi che contraddistinguono ciò che da sempre viene descritto come il male assoluto.

Sanno bene dove e come colpire, sono coscienti e consapevoli di quanto effimera sia la coscienza umana, sono convinti che attraverso qualche influencer si possa fuorviare scientemente l’attenzione, garantendo a chi da molti anni ha dichiarato guerra ai valori e principi per cui in troppi hanno versato sangue.

Ma quando si arriva a giustificare un omicidio commesso da una donna poiché considerato il sesso debole, si ha la prova di quanto sostenuto da parecchi e cioè che si sta usando e strumentalizzando qualcosa a favore di un nuovo modello che favorisca l’avanzata del male assoluto.

Attenti però perché la legittima difesa e la giustizia privata sono temi divisi da una linea sottile che non consente a tutti lo stesso trattamento, disattendendo perciò il principio di giustizia ed uguaglianza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.