Gesù è il medico che guarisce il sordomuto e anche noi

Dio è parola, comunicazione e amore. L’uomo è innanzitutto orecchio, e poi lingua.
Ascoltando Dio, l’uomo è in grado di rispondergli: entra in dialogo con lui e diventa suo partner, unito a lui e simile a lui.
La fede cristiana è religione della parola e dell’ascolto, cioè della comunione con chi parla. Un grande teologo del secolo passato, intitolò un suo libro, poi diventato celebre, facendo riferimento all’ascolto: Uditori della Parola, per dire che, addirittura, la natura intima dell’uomo è quella di essere ascoltatore della parola che viene da Dio.

Dall’ascolto della parola divina, consegue poi l’ascolto vicendevole tra noi uomini. Per questo essere sordomuti non è una delle tante possibili disabilità, ma simboleggia il massimo del male. I miracoli di Gesù sembrano tutti simili, in realtà ognuno di essi ha un messaggio specifico. Vediamo che cosa il Signore vuole operare in ogni ascoltatore, attraverso la guarigione del sordomuto. Partiamo da un dato di fatto: noi tutti siamo sordi selettivi verso la sua parola. Significa che non tutte le parole sentite dal Signore sono effettivamente ascoltate dalla nostra mente e dal nostro cuore. C’è sempre una grande differenza tra ciò che sentiamo e ciò che ascoltiamo. In tal modo, il messaggio di Gesù ci cambia poco, perché non lo ascoltiamo in pienezza. Per conseguenza, noi che non abbiamo nulla da dare di nostro, diamo molto poco agli altri.

Gesù è il medico che guarisce il sordomuto e anche noi. Ci libera dalla sordità selettiva e così il suo messaggio ci arriva tutto intero. Non più un messaggio impoverito, dove ascoltiamo solo quello che non ci disturba, ma un messaggio che ci fa comprendere la bellezza dell’amore di Dio e del prossimo. E diventiamo capaci di dare agli altri per intero il grande dono ricevuto. Dimmi chi ascolti e come ascolti e ti dirò chi sei. Buona domenica !

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