Nei vaccini ci sono parti di bimbi abortiti, si o no? Facciamo chiarezza

Qualche settimana fa ha fatto scalpore l’omelia di un sacerdote della diocesi di Cesena in cui il solerte parroco affermava che per produrre i vaccini anticovid le case farmaceutiche costringerebbero le povere donne ad abortire ( magari dopo essere state ingravidate appositamente)  per poter prelevare gli organi dai corpicini e usarli per produrre i sieri. Questa folle convinzione è il risultato finale di un pensiero che continua a serpeggiare soprattutto in ambiente cattolico e pro life. Nei vaccini ci sono parti di bimbi abortiti? Facciamo chiarezza.

Come sappiamo, il vaccino permette al nostro corpo di sviluppare anticorpi contro un virus in modo che se veniamo a contatto con esso abbiamo già pronte le difese e siamo in grado di debellarlo senza sviluppare la malattia (o perlomeno senza ammalarci gravemente). Per fare ciò si inietta dunque il virus o parti di esso reso inoffensivo tramite procedimenti di laboratorio. Questi “ virus vaccinali” devono essere ovviamente  riprodotti in grandi quantità e per fare ciò vengono “coltivati”. Purtroppo molti virus non si riproducono su cellule non umane ed è quindi necessario usare tessuti umani sui quali coltivarli.

Nella seconda metà del 900, gli scienziati ottennero alcune linee cellulari da un embrione abortito  e donato alla scienza e grazie ad esse fu possibile sviluppare vaccini che hanno salvato la vita a milioni di persone in tutto il mondo e in certi casi hanno debellato definitivamente il virus. Oggi i vaccini vengono coltivati su linee cellulari derivanti da quelle cellule embrionali usate all’inizio, che vengono fatte riprodurre all’infinto. Quindi i vaccini che utilizziamo negli anni 20 del 2000 sono sviluppati su linee cellulari embrionali umane che sono figlie delle figlie delle figlie ( ecc.) di quella prima linea cellulare. Non è più necessario prelevare di nuovo cellule da embrioni abortiti perché vengono semplicemente riprodotte da quelle già disponibili.

Per sintetizzare:

  1. Nei vaccini non ci sono “ pezzi di bimbi abortiti apposta per questo scopo”, semplicemente per produrli è necessario coltivarli su linee cellulari umane.
  2. le prime linee cellulari embrionali necessarie per poter sviluppare il vaccino furono sì prelevate da un corpicino di un bimbo abortito ma nessun bambino fu abortito appositamente per questo scopo. Se anche non fossero state utilizzate il bimbo era comunque morto. La madre lo avrebbe comunque abortito. Diciamo che si riuscì a ricavare un beneficio da un male.  Fra l’altro non ho trovato fonti che esplicitino che l’aborto del bimbo da cui hanno prelevato cellule sia stato volontario.
  3. Ora non è più necessario compiere tale operazione perché abbiamo già disponibile la linea cellulare originaria dalla quale è possibile riprodurre tutte le linee cellulari necessarie per sviluppare tutti i vaccini di cui abbiamo bisogno.
  4. Discorsi a effetto come “ vi inoculano frullati di bambini” ( come mi è capitato di leggere sui social) o “ fanno abortire le donne per prelevare gli organi dai corpicini e venderli alle case farmaceutiche” sono del tutto antiscientifici, assai menzogneri e fuorvianti, e a mio parere pure criminali, perché incutono terrore alla gente che magari rifiuta  di vaccinarsi pensando di contribuire alla morte di poveri embrioni innocenti.

Il commercio di organi e di bimbi abortiti esiste ed è un fenomeno da condannare e debellare dalla faccia della Terra ma non ha nulla a che fare con i vaccini. I vaccini sono creati per salvare vite umane non per uccidere bambini. Eticamente è auspicabile che si trovi il modo di coltivarli senza dover usare tessuti umani, questo è sacrosanto.  Le cellule però prelevate da quel bimbo abortito ingiustamente (o spontaneamente) decenni fa  ha permesso e continuano a permettere a milioni di bambini e di adulti di non ammalarsi, salvando migliaia e migliaia di vite.

Tutto il resto sono chiacchiere senza fondamento.

Un pensiero su “Nei vaccini ci sono parti di bimbi abortiti, si o no? Facciamo chiarezza

  • 26 Aprile 2021 in 15:10
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    Si. La signora Giorgetti, pur ammettendo il traffico clandestino di feti abortiti, (senza però dare ulteriori spiegazioni in merito… Ne le zone di provenienza.. Potrei farlo io… Ma non è argomento prioritario, ora) dichiara effettivamente il vero. Esistono effettivamente linee cellulari umane, come la WI-38, derivata dalla donazione libera di un feto da parte di una donna svedese nel 1962. Queste cellule possono moltiplicarsi ed essere distribuite nei laboratori, senza che vi sia necessità di provocare aborti ovunque, esistono inoltre altre LINEE Cellulari derivate dagli animali, come le cellule Vero. DELLO SCIMPANZÉ… questo lo sapevate vero? Prerogativa di un certo tipo di vaccino come quelli astrazeneca. Lo Pfifer e Moderna usano direttamente frammenti di RNA messaggero. Ad un certo punto saltano fuori le tabelle dei vaccini (Charlotte Lozier Institute) anti Covid che userebbe to linee cellulari derivate da aborti. Il concetto portato avanti è che tali “vaccini” siano contaminati da DNA umano, e che questo possa causare pericolose mutazioni. Il fatto è che ad oggi NON ESISTONO PROPRIO EVIDENZE(tutto sperimentale) DI RNA O DNA ESTRANEO, CHE POSSA CAUSARE PERICOLOSA MUTAZIONI… Non trova anche lei signora poco etico far sperimentare alle persone oggi… In previsione di risultati nel futuro… Sperimentando questo tipo di soluzioni geniche OGM?

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