Cominciare da se stessi ma non finire con se stessi

A che scopo? Mi stupisco sempre di come concetti di 2500 anni siano così attuali.

Proprio ieri durante una sessione di pratica meditativa in azienda, si parlava di ignoranza e attaccamento. Questo attaccamento al sé, attaccamento all’io, origine dell’egocentrismo. Questo ego che concede spazio solo a sterili preoccupazioni per noi stessi per il nostro interesse, in assenza totale di una visione ampia e a lungo termine. Lo vediamo nelle nostre piccole dinamiche personali, ma non solo.

Proprio in questi giorni siamo spettatori di un interessante laboratorio di pratica: Restare presenti e centrati nell’osservazione di questi sterili teatrini politici nazionali e internazionali.E tra una pratica e l’altra, spaziando fra diverse culture, alla domanda:”Cosa posso fare io, ora, qui per migliorare il contesto in cui mi trovo, questo contesto così difficile e stancante?”

Rispondo citando il sempre attuale libro ” Il cammino dell’Uomo”:

“A che scopo?”

A che scopo ritornare in me stesso, a che scopo abbracciare il mio cammino personale, a che scopo portare a unità il mio essere? Ed ecco la risposta “non per me”.

Cominciare da se stessi ma non finire con se stessi: prendersi come punto di partenza ma non come meta; conoscersi, ma non preoccuparsi di sé.”” Il cammino dell’uomo”.

Una lettura consigliata a tutti e doppiamente consigliata ai nostri politici.

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