Nessun uomo è un’isola…ai tempi del Covid

Una cosa, questo periodo storico insano sta mettendo in evidenza: il discrimine tra umanità e disumanità.

Uno dei suoi effetti più temibili (e se continuiamo così, probabile) sarà la distruzione del vivere civile.

Il vicino che sta tappato in casa che inizia a odiare il vicino che esce (a suo parere senza motivo), il disoccupato che odia chi il lavoro l’ha mantenuto, il fallito che odia chi, in questa emergenza sanitaria, si è arricchito. E gli anziani e i malati visti come il capro espiatorio di questo disastro, perché è per salvare loro che chiudono in casa tutti. Difficile restare civili quando intorno la distruzione sembra avere la meglio. Ma siamo tutti esseri umani (o quanto meno, a questo genere apparteniamo). E tutti siamo stati i bambini e gli adolescenti cui ora è negata l’infanzia e l’adolescenza, siamo gli adulti con problemi personali e di lavoro, e saremo (o siamo) gli anziani senza i quali non esisterebbe il presente di oggi e il futuro di domani.Siamo tutti collegati, e se qualcuno di noi cade, con un effetto domino devastante cadremo tutti.

Ognuno ha il proprio valore, per se stesso e per chi lo ama (e pure per chi lo odia).

Dobbiamo ricordarlo anche nei momenti di rabbia e avvilimento, aspettandoci, da chi ha onori e oneri molto grandi, che faccia quanto è in suo potere per evitare e mitigare le inevitabili polveriere sociali che rischiano pericolosissime esplosioni.Dobbiamo ricordare che siamo “uomini”. Cerchiamo di esserne degni. Sempre.

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