culturaeditorialifamiglia

Per il Miur il modello scolastico da seguire è quello della dittatura cinese

“Pensare ai bambini dentro alle gabbie di plexiglass mi fa rabbrividire, è come vederli al guinzaglio o con la museruola”.

Non usa mezzi termini il dott. Pellai, psicologo e psicoterapeuta, nel commentare la proposta del Ministero dell’Istruzione di inserire barriere di plexiglass tra i banchi per garantire un ritorno in sicurezza a scuola.

In Italia, a differenza di tanti paesi europei, l’anno scolastico si è chiuso a scuole “chiuse” e con la didattica a distanza. A fronte di una sostanziale regressione della pandemia evidente già a giugno, sembra un percorso a ostacoli prevedere il rientro a scuola a settembre.

Il dott. Pellai in passato è stato noto per le sue posizioni sugli stereotipi di genere ed è stato ampiamente criticato dal mondo prolife. L’ ossessione per gli stereotipi di genere spesso non tiene conto delle oggettive differenze esistenti in natura tra il maschile e il femminile, che non sono solo frutto di pregiudizi.

Oggi apprezziamo questa sua netta posizione che ha il pregio di chiamare scempio ciò che è uno scempio, a fronte di voci molto flebili dal mondo prolife in merito alla medicalizzazione dell’intera esistenza dei minori, operazione che prevede anche uso di mascherine per tutto l’orario scolastico, seguire percorsi obbligati per recarsi in bagno, evitare giochi di gruppo durante le ore di educazione fisica.

Prendiamo atto che il vecchio mondo è crollato, anche se non vogliamo ammetterlo. Sono saltati tutti i paradigmi, economico, sociale, medico, educativo. Perché non riusciamo a vedere tutto questo come una benedizione e ci ancoriamo alle nostre vecchie certezze?

Da questo momento è fondamentale comprendere che imporre barriere e mascherine come stile di vita ai piccoli è molto più dannoso di qualunque astrusa teoria di genere. In realtà le cose sono collegate, ma la prima è certamente più pericolosa perché è un intervento concreto che distrugge il mondo del bambino e la sua identità e ha effetti duraturi.

Ci chiediamo se il benessere psicofisico dei minori possa essere sacrificato sull’altare della salute biologica eretta a vitello d’oro.

Ci chiediamo con quale spirito possano continuare ad insegnare insegnanti che vedono nei loro studenti non bambini e adolescenti da seguire ma pericolosi untori.

Ci chiediamo quali conseguenze a lungo termine potranno avere i minori obbligati a guardare l’altro sempre con sospetto, come un pericolo.

Continua Pellai: “…è correlato al fatto che hanno seguito questa strada a Wuhan nel post lockdown, ma l’idea è la meno sostenibile, la meno attuabile, la meno a misura di bambino tra quelle che si possono avere.”

In nessun paese europeo, dove le scuole sono già aperte, sono state prese misure folli come le gabbiette in plexiglass e la mascherina per ore e ore. Lo ha fatto invece la Cina.

Ora chiediamo a chi legge se non trovi interessante che il Ministero dell’Istruzione italiano abbia come modello la dittatura cinese e non le democrazie europee. Soprattutto se questo possa avere  a che fare con la sicurezza sanitaria o con precise scelte politiche.

Belinda Bruni Selis

Un pensiero su “Per il Miur il modello scolastico da seguire è quello della dittatura cinese

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *