La scuola pubblica paritaria non solo va sostenuta ma copiata e moltiplicata

Caro direttore, le scrivo questa lettera perchè voglio condividere con lei una mia riflessione sulla libertà educativa di cui tanto si sta parlando in questi giorni di interruzioni delle attività scolastiche.

Lavoro da moltissimi anni in una scuola pubblica paritaria, non per ripiego ma per scelta; in quanto sono stata sempre convinta che alla base della mia professione dovesse esserci la libertà di educare e del luogo dove farlo.

Per questo motivo quando sarei potuta passare alla scuola pubblica statale ho preferito continuare a prestare il mio contributo didattico alla scuola che avevo scelto appena laureata e che mi aveva dato l’opportunità di crescere e maturare come docente.

Personalmente credo nella libertà di scelta educativa, sia che essa riguardi il punto di vista del docente che quello del discente, quindi come scelta di una famiglia.

<< I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli>> lo leggo nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo eppure non è così.

Oggi dopo 20 anni dalla legge sulla parità scolastica non è cambiato niente.

Un docente che vuole prestare la sua attività presso una scuola pubblica paritaria non sempre è considerato tale molto spesso è considerato di serie B; che dire poi di un genitore che vuole che suo figlio venga educato in una scuola pubblica paritaria: è costretto a pagare due volte, con le tasse e con la retta.

Nel nostro paese da anni viene impedita la libertà di scelta educativa dei genitori, vengono discriminati i disabili e i docenti e a nulla sono valsi i vari richiami della Comunità europea.

La libertà di scelta della scuola da frequentare si basa proprio sul diritto di ciascuno sull’educazione, cioè a educarsi e ad essere educato secondo la scelta dei genitori.

E rendere effettivo questo diritto significa garantire alla famiglia una vera libertà di scelta tra le realtà formative diverse per indirizzo, progetto educativo e gestione.

Al sistema scolastico italiano serve perciò un cambiamento perchè altrimenti non potrà proseguire quella missione educativa che ha sia perchè gli è affidata dalla società e sia perchè gli viene riconosciuta a pieno titolo dalla legge. E la scuola pubblica paritatia è pronta a mettere sul tavolo il proprio patrimonio culturale, educativo, organizzativo perchè vuole essere a pieno titolo parte attiva in questo processo di cambiamento.

Autonomia, parità e libertà di scelta educativa sono i veri pilastri per costruire un sistema educativo che potrà creare i veri cittadini del futuro.

Questi tre pilastri sono presenti nel nostro sistema scolastico nazionale, ma ancora non sono riusciti a sviluppare pienamente le loro potenzialità.

Tutto ciò sta rovinosamente ricadendo sulla scuola pubblica paritaria riducendone la presenza sul territorio nazionale.

In molte rischiano la chiusura e ad avere la peggio saranno ancora una volta i più deboli, gli alunni figli delle famiglie economicamente più svantaggiate e delle zone della Penisola Italiana più povere.

Le soluzioni perchè ciò non accada ci sono, esse dovranno essere applicate ad ogni allievo della scuola pubblica italiana, sia statale  che paritaria, compresa nel Sistema Nazionale di Istruzione.

In pratica l’aiuto andrebbe alla famiglia alla quale si riconoscerebbe concretamente e senza più discriminazioni la titolarità, in ambito educativo e formativo della persona e della famiglia e in una pluralità di offerta.

Solo così la scuola libera in Italia sarà veramente tale e ci sarà la vera scelta educativa.

Con stima

Albarita Palmieri

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