Benessere emotivo e relazionale: suggerimenti per un rinnovato equilibrio dopo la quarantena

Tra le domande che in questa quarantena mi vengono poste durante lo svolgimento della mia professione, quella più frequente, che attanaglia pazienti e non, è: “come questo periodo di confinamento mi cambierà?”.

Partiamo dal presupposto che gli esseri umani hanno bisogno gli uni degli altri per sopravvivere e il benessere psicologico di ogni individuo è fortemente condizionato dall’ambiente circostante. Le dinamiche esistenti all’interno del gruppo, infatti, possono influenzare le scelte di ogni persona in quanto  la ricerca di appartenenza è una parte dell‘impulso esistenziale presente fin dell’infanzia umana, una costante dell’essere umano che caratterizza il nostro agire.

Agustín Fuentes, antropologo all’Università di Notre Dame, afferma che ci siamo evoluti per risolvere i problemi insieme. I nostri antenati collaboravano per creare utensili in pietra e svilupparono colle e tinture per condividere e tramandare le loro intuizioni attraverso l’arte. La connessione sociale è un aspetto fondamentale di ciò che ci rende “umani”. Come afferma Fuentes: “Ci aiuta a sopravvivere”.

È, dunque, legittimo sostenere che l’angoscia per il distanziamento sociale è un vissuto assolutamente normale.

Julianna Holt-Lunstad, esperta di psicologia della connessione umana alla Brigham Young University, afferma: “Sono i segnali del nostro corpo che ha bisogno di riconnettersi” e, ancora, “Proprio come la fame ci indica che abbiamo bisogno di mangiare e la sete di bere acqua, si ritiene che la solitudine sia un impulso biologico che ci spinge a riconnetterci”.

Le conseguenze non sono solo emotive: l’isolamento eccessivo può indebolire il sistema immunitario, far aumentare la pressione sanguigna e persino contribuire alla diffusione di cellule tumorali. Col tempo, la mancanza di contatto umano può essere rischiosa tanto quanto il fumo. 

La percezione che gran parte del mondo sia immerso in uno strano silenzio attiva una serie di pensieri negativi: sulla grave deprivazione sociale degli ultimi due mesi; sulle pesantissime ripercussioni economiche e occupazionali derivanti dal lockdown; sul senso di privazione della libertà personale; sulle enormi incertezze sul futuro; sui problemi di coppia che la quarantena ha scatenato; sulle difficoltà nel gestire i figli con le scuole chiuse.

È come se avessimo premuto il tasto “pausa”. La nostra vita è bloccata e, di conseguenza, lo sono anche le nostre emozioni, con cui abbiamo un contatto solo parziale, in quanto assente quasi del tutto il campo in cui le esercitiamo: le relazioni con gli altri.

Esistono, però, degli esercizi, che consentono di allenare e di mantenere tonico il nostro tono dell’umore attraverso una serie di step che possono ritornare utili per effettuare un reset e ripartire, con maggior vigore ed energia.

  1. MIGLIORARE LA CONOSCENZA DI SE’

Conoscere sé stessi è il primo importante passo da compiere. E’ un gesto di amore e rispetto che dobbiamo portare avanti durante tutto il corso della nostra esistenza, a prescindere da tutto. Conoscendoci meglio, siamo in grado di trarre piacere da noi stessi e dalle attività che svolgiamo nella vita: impariamo a darci ciò che ci piace e ci dona soddisfazione, anche – anzi, soprattutto – nelle piccole cose.

  • COME TI SENTI?

Domandarci come ci sentiamo consente di fermarci a riflettere su cosa stiamo provando. Le emozioni sono una grande ricchezza e, sebbene quelle spiacevoli vengano considerate “negative”, tutte sono ugualmente utili, perché ci collegano direttamente ai nostri bisogni. Le emozioni sono infatti precisi indicatori di ciò che conta per noi e ci fanno capire se i bisogni sono soddisfatti: se lo sono, proveremo emozioni piacevoli come gioia o gratitudine, mentre, quando i bisogni rimangono insoddisfatti, sentiremo emozioni spiacevoli come tristezza o rabbia. Afferrare il legame tra emozione e bisogni è un passaggio molto importante e percepire le proprie emozioni ci permetterà di comprendere di cosa abbiamo davvero bisogno e muoverci nella giusta direzione per ottenerlo!

  • IMPARARE AD AMARE SE’ STESSI PER RITROVARE LA PROPRIA INTERIORITA’

Conoscersi al di là di qualsiasi giudizio di valore che possiamo esprimere su di noi, conoscere ed accettare i nostri pregi e difetti, le nostre potenzialità e i nostri limiti, perdonarci per gli errori che abbiamo commesso, sentirci degni di amore e rispetto. Impariamo a diventare il “miglior amico di noi stessi”: a consolarci nel dolore o nella tristezza; a calmarci quando siamo preoccupati o impauriti; a prenderci e a darci ciò che desideriamo, senza pretendere che siano altri a portarcelo; parliamo con il nostro “bambino” interiore e impariamo ad ascoltare ciò di cui ha davvero bisogno. Prendiamoci il nostro tempo per fare ciò che amiamo.

  • DIVENTARE AUTONOMI

Paradossalmente, per vivere bene in relazione con gli altri, bisogna sviluppare, rinforzare ed allenare quello che viene definito “processo di autonomizzazione” e, cioè, il metterci nella condizione di non dover dipendere dall’altro.  

“Autonomia” incarna, per antonomasia, il concetto di crescita; l’autonomia, che, in fondo, corrisponde all’attuazione dell’istinto profondo di autorealizzazione, trova il suo sbocco naturale nella maturità affettiva.

Autonomia significa essere. Ma per “essere” bisogna “diventare”. E diventare significa sviluppo delle proprie potenzialità e risorse, percezione realistica delle proprie capacità e competenze e massima intenzionalità nel loro utilizzo. Richiede volontà e determinazione, per orientare il proprio comportamento nell’affrontare positivamente il mondo circostante. L’essere me stesso, con tutte le mie potenzialità, mi permette di essere con l’altro nella mia versione migliore.

Per concludere, sono sempre più convinta che la quarantena abbia messo tutti noi alla prova, abbia dato risonanza a ciò che prima non ne aveva, abbia rimesso in discussione tanti aspetti della nostra esistenza.

Facciamo in modo che ciò non sia stato vano.

Dr.ssa Anna Lucia RapanàPsicologa, Esperta in relazioni familiari, dell’età adulta e dell’età evolutiva, Psiconcologa.

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