Noi torneremo ad abbracciarci presto, la Terra ha bisogno di un abbraccio anche oggi: abbracciamola!

Oggi, mercoledì 22 aprile, si festeggia il 50° “Earth Day”, la più importante giornata di mobilitazione internazionale a sostegno del nostro pianeta, durante la quale vengono organizzati migliaia di eventi nelle scuole, comunità, villaggi, paesi e città in tutto il mondo.

Sono diversi anni che la comunità scientifica e le associazioni ambientaliste di tutto il mondo stanno avvertendo la popolazione del pianeta sugli effetti e i rischi dovuti al cambiamento climatico e oggi siamo già nel pieno degli effetti sul clima previsti  negli anni ’90, come ad esempio lo scioglimento dei ghiacci polari, la riduzione della barriera corallina e il rallentamento delle correnti oceaniche. Purtroppo c’è ancora chi pensa a questi fenomeni come un qualcosa di “lontano” dalla propria quotidianità o di poco interesse, ma gli esperti concordano tutti su un punto: gli effetti saranno catastrofici per milioni di persone e dovrebbe essere chiaro a tutti che siamo nel pieno di un’emergenza planetaria.

Basti immaginare le conseguenze che deriveranno dall’innalzamento del livello del mare, dall’incremento delle ondate di calore e dei periodi di intensa siccità, dalle alluvioni, dall’aumento per numero e intensità delle tempeste e degli uragani che rischiano di compromettere la stessa sopravvivenza della civiltà sul pianeta.

Forse il fatto che oggi l’Earth Day cada nel pieno della pandemia da COVID-19, che sta coinvolgendo e sconvolgendo tutti i paesi del globo, aiuterà a comprendere meglio come gli effetti devastanti che si pensava, fino a pochi mesi fa, riguardassero solo un’area del pianeta, si è dimostrata la peggiore “catastrofe” planetaria, sia dal punto di vista sanitario che economico dal secondo dopoguerra, a dimostrazione che non si può ragionare a “compartimenti stagni” quando si parla di natura, ambiente e pianeta.
Di solito si dice che “una crisi può diventare un’opportunità” e mai come oggi questa frase appare più vera e dovrebbe diventare un “mantra” per tutti. Infatti l’emergenza per il COVID-19 porterà sicuramente a dei cambiamenti e il ritorno alla normalità passerà obbligatoriamente attraverso il cambiamento dei nostri stili di vita e l’adozione di politiche che, per forza di cose, saranno dispendiose in termini economici e coraggiose sui temi della sicurezza individuale.

Ma a questo punto, perchè non approfittare del periodo che ci attende nel prossimo futuro per indirizzare le politiche delle nostre Istituzioni anche verso le tematiche ambientali? Il virus ha dimostrato che la natura può avere effetti devastanti sulle nostre vite e continuare a “sfidarla” non può che vederci sempre perdenti. Quindi è giunto il momento di imparare a convivere con la Natura, di “abbracciare” realmente la Terra e, soprattutto, di pretendere dal nostro e dagli altri Governi la giusta attenzione all’ambiente: non basta più sbandierare i temi ecologisti, ma si deve agire concretamente e soprattutto velocemente, perchè i processi per riconvertire i nostri sistemi a dei modelli sostenibili, che tutelino realmente l’ambiente, richiedono tempo e sacrificio.

Nonostante il periodo che ci vede tutti lontani fisicamente, molte Associazioni hanno organizzato, per tutta la giornata di oggi e non solo, eventi di sensibilizzazione. Tra queste, Legambiente ha lanciato un flash mob virtuale sul tema “Abbracciamo la Terra” e i vari Circoli sparsi sul territorio nazionale stanno organizzando varie attività in tal senso, con la speranza di sensibilizzare e coinvolgere le persone anche durante un momento così difficile.

Il Circolo Legambiente Agro Romano Meridionale, nato recentemente nel IX Municipio di Roma, rappresenta una delle giovani associazioni locali della Capitale che può già vantare diverse manifestazioni ed interventi a tutela del proprio territorio. Perché parlare di realtà così piccole parlando di Earth Day? 

Perché la tutela del pianeta parte proprio dalla tutela del proprio territorio e delle aree in cui viviamo e vivono i nostri bambini che dovranno abituarsi convivere con i danni che, noi adulti, purtroppo, abbiamo contribuito a fare al nostro pianeta. E’ questo lo spirito con il quale viene svolta, ideata e portata avanti ogni singola attività del Circolo, che vede la partecipazione di uomini e donne che hanno deciso di mettere a disposizione della collettività le proprie competenze e professionalità. 

Da quando è nato, a fine settembre 2019 (inizialmente con il nome di Coordinamento Bonifichiamo l’Agro Romano Meridionale), il Circolo ha censito 47 siti di abbandono e sversamento di rifiuti in un area che, per chi conosce Roma, va dai confini della Cecchignola fino a via di Porta Medaglia, attraversando quartieri come Fonte Laurentina, Vallerano, Casal Fattoria, Trigoria, La Torretta, Castel di Leva e 5 Colline, realizzando un report in cui vengono analizzate tutte le attività illecite e le altre problematiche ambientali che affliggono questa zona a sud di Roma, per collaborare in modo efficace con le Istituzioni e le Autorità di Polizia, coadiuvando e facilitando il loro lavoro per la tutela dell’ambiente. Dall’esperienza maturata in questi mesi, i principali problemi  emersi sono la mancanza di forze da destinare alle attività di controllo e verifica sul territorio e di fondi per realizzare progetti di valorizzazione che sottrarrebbero “terreno fertile”, è il caso di dirlo, alle attività illecite, oltre ad una burocrazia che rende difficile e impervia qualsiasi azione.

Per questo, come detto in precedenza, la speranza è che il prossimo futuro post-COVID 19 impegni i “grandi” ad orientare le proprie scelte politiche non solo a tutela degli interessi economici, ma anche a tutela degli interessi ambientali, con la nuova consapevolezza che è ormai impossibile considerare separati i due ambiti e realizzando veramente, non solo a parole, il cosiddetto Green New Deal, “Nuovo Patto verde”, che dovrà portare i paesi europei al raggiungimento della neutralità delle emissioni inquinanti entro il 2050. Ma la speranza è che il post-COVID 19 impegni anche i cosiddetti “piccoli”, le singole persone e le Associazioni che operano sul territorio a tutelare concretamente l’ambiente, perchè ognuno può svolgere un ruolo fondamentale e contribuire, al proprio livello, al benessere del pianeta.

Come?

Orientando le proprie scelte alimentari, ad esempio privilegiando il consumo di frutta e verdura di stagione, che generano in media 7 volte meno gas a effetto serra rispetto ai prodotti coltivati in serre riscaldate, o riducendo il consumo di carne, consumando meno energia, privilegiando i prodotti a maggiore risparmio energetico, interrogandoci sulla necessità dei nostri acquisti, privilegiando i prodotti sfusi o senza involucro protettivo, e utilizzando i mezzi di trasporto meno inquinanti.


Massimiliano Coppola
Vice Presidente, Circolo Legambiente Agro Romano Meridionale

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