Halloween e/o Tutti i Santi? Tradizioni, sviluppi e diatribe

Dolcetto o scherzetto? Con questa domanda – i nati tra il 2000 e il 2012 circa – vanno in giro casa per casa dando inizio il pomeriggio del 31 ottobre alla ormai entrata appieno anche in casa italiana della anglosassone e poi americana festa di Halloween. Vi risparmio la cronistoria, dal momento che Wikipedia ed anche dei semplici sociologi e storici che scrivono su internet in questi giorni sanno descrivere molto bene le origini e gli sviluppi di questa festa.

Per me credente, presbitero cattolico, appartenete alla cultura meridionale della Puglia che effetto fa Halloween? Cosa suscita, prima di esprimere un giudizio?

Mi ricorda almeno due cose: innazitutto mi riporta per ricordi infantili ai film americani dove in qualche scena secondaria (come da sfondo) si citava questa festa dei morti, dei fantasmini e delle streghe. Mi rimase impressa la simbologia della zucca a mo’ di lampada. Niente traumi. Nessuna paura. Nessun pensiero, neanche lontano, che mi facesse pensare al mondo del male.

E poi mi ricorda le antiche tradizioni del Sud, della mia terra. Sin da piccolo il 2 novembre – Commemorazione dei fedeli defunti nella liturgia cattolica – ricevevamo io e mio fratello la Calza piena di dolciumi e leccornie, che i miei genitori ci facevano credere fosse portata di notte dai nostri cari defunti. Quindi – in qualche modo – ogni paese, cultura e regione ha il suo ‘halloween’ che è fatto di rimandi al mondo spirituale, ultraterreno e sovrannaturale. Un modo (quello pugliese) di trasmettere il concetto di vita dopo la morte. Uno strumento pedagogico per avvicinare i bambini ai morti senza terrorizzarli. Da qui i timori attuali (leciti) derivanti dal rischio di oscurare e ignorare il concetto cristiano di Pasqua e Resurrezione. È importante e centrale nel Vangelo il dono dello Spirito che dà vita, non la paura del diavolo e della morte.

Infine, giungendo ad un contesto molto più recente, questa festa mi fa pensare da anni alla diatriba tra cattolici (molto spesso laici) che gridano allo scandalo di una festa invischiata nell’occulto o addirittura dedicata alla sfera demoniaca vera e propria e cattolici (molto spesso preti, teologi) che invece distinguono tra festa culturale che esorcizza la morte (non é una novità nella storia delle feste) e mondo delle sette nere che di per sé non si limita ad un giorno in particolare per le sue nefandezze, ed evita la visibilità perché è nella natura del male strisciare subdolamente e silenziosamente come il serpente. Sta a noi preti, genitori e istituzioni educative discernere quotidianamente a favore della bellezza e della verità, educando i nostri piccoli ad amare e a scegliere ciò che ci rende felici, puri e liberi.

Concludo con le parole del mio caro docente di Sacra Scrittura, parroco, esorcista e ora vescovo, don Giacomo Cirulli, che ci raccomandava così: di per sè Halloween non è che una tradizione culturale, che addirittura si accosta (anche nel calendario) al mondo cristiano. Che poi ci siano stupidi che approfittano di questo clima macabro per commettere azioni che già fanno per turpi scelte morali, questo è altrettanto vero.

Allora buona giornata a tutti voi in preparazione alla Festa di Tutti i Santi e, se per i vostri ragazzi e bimbi, Halloween è solo una festa in maschera per stare insieme, non allarmatevi. E buon cammino!

Don Domenico Savio Pierro

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