Il nostro Dio, pur di averci, ci cerca forsennatamente

La Buona Novella: Commento al VANGELO DELLA DOMENICA

(A cura di Don Domenico Savio Pierro, studente di Cristologia alla Lateranense di Roma e collaboratore nella Parrocchia di San Lino Papa)

XXIV Domenica del Tempo Ordinario
Lc 15, 1-32

Tre perdite. Una pecora, una moneta e un figlio. In queste tre parabole sulla Misericordia, atteggiamento più grande del Dio di Gesù Cristo, ci sono anche tre ricerche: un pastore che si mette in cammino sulle tracce della pecorella, una donna che mette a soqquadro la sua casa e un Padre che attende il figlio lazzarone e va in cerca di quello ligio al dovere che non festeggia per il ritorno del fratello scapestrato. O che ci smarriamo perché siamo stati vittima delle nostre negligenze o distrazioni, o perché le sofferenze e i traumi ci hanno dato l’occasione di cadere nella trappola delle dipendenze, Dio ci cerca sempre. Ci ama “da morire”, alla lettera. E infine cerca anche i perfettini, i rigidi, quelli che non si perdono mai ma che rischiano di perdersi delle cose molto belle: la gioia delle relazioni ferite e poi riconciliate, la riunione familiare dopo gli scontri, il calore degli abbracci attesi da anni. Dio va in cerca forsennata e paziente al tempo stesso anche di costoro, affinché tutti si sentano amati e possano sedersi alla mensa comune della Fraternità, figli dello stesso Padre, pecorelle che pascolano nel comune terreno della Pace.

Buona Domenica!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.