Padre, non ci indurre più …  ma non abbandonarci nemmeno!

 

E non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.

Ancora per poco useremo questa espressione nel Messale Romano, e quindi anche nella recita del Rosario, o nella preghiera individuale del Pater noster, la preghiera cristiana per eccellenza. Non si tratta infatti di una formula spirituale o di una preghiera devozionistica, ma – come dicono i Padri – della Preghiera delle preghiere, il modello di ogni preghiera, insegnata ai discepoli direttamente da Gesù.

La revisione del Messale, e in particolare della parte finale del Padre nostro, è un lavoro della CEI che va verso il suo epilogo dopo 16 anni di lavoro, pertanto non sbuca come un fungo, come qualcuno potrebbe erroneamente sospettare.  Ma è altrettanto vero che questo lavoro di rifinitura è stato in qualche modo ‘accelerato’ da un’intervista recente di Papa Francesco a don Marco Pozza – all’interno di una serie di incontri proprio sul Padre nostro – in cui ribadisce che il Padre, proprio perché tale, non può “costringerci, spingere i suoi figli” verso la tentazione che è l’anticamera del peccato, qualora la nostra libertà vi si sottometta, ma certamente “interviene affinchè noi non cadiamo”. Dio Padre non è spettatore inerme davanti ai nostri combattimenti contro il male, né agisce al posto nostro: ciò che è essenziale, e che nel testo ormai vecchio del Pater era incerto e poco chiaro, è che Dio non abolisce minimamente il nostro libero arbitrio.

I voti finali dei vescovi italiani, tra le numerose opzioni che non stiamo qui ad elencare, sono andati a promuovere la seguente revisione della “preghiera dei figli”, che dice la paternità amorevole di Dio e la nostra possibilità di farci aiutare nei momenti di prova morale e spirituale: ma non abbandonarci alla tentazione!

 

Buona vita, nella fiducia

in un Dio Paterno e Buono!

Sac. Domenico Savio Pierro

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Un pensiero su “Padre, non ci indurre più …  ma non abbandonarci nemmeno!

  • 19 Marzo 2021 in 11:50
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    NELLA SUA INTIMA SOSTANZA NON È CAMBIATO NULLA. PERCHÉ? (aldilà del fatto che in aramaico non esiste imperativo, tarda invenzione dei romani che erano abituati a comandare su tutto… Anche sul loro dio che era Giove, ma l’indicativo) perché Dio non ha mai indotto nessuno in tentazione, né tanto meno ci ha abbandonato… Fin dall’inizio… Siamo stati noi a cacciarlo dal Paradiso… a cacciarlo dal mondo.

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