Quaresima, tempo di silenzio per meglio ascoltare Dio

La Chiesa ci invita, oggi, a non mangiare. Per essere più vicino ai poveri. Per fare spazio allo Spirito che soffia, ci nutre, ci corregge, ci rinnova. Poi sparge sul nostro capo un pizzico di cenere per ricordarci che “polvere siamo e polvere ritorniamo a essere”. Perché lo fa? Perché non dimentichiamo i beni ricevuti, perché non ci abituiamo al miracolo in cui la nostra storia è immersa. La Chiesa oggi ci scuote, ci implora, ci strattona. Vuole che ricordiamo che tutto passa. Tutto, anche la nostra vita, e la vita di coloro che abbiamo chiamato al mondo.

Leggi il seguito

Peggio del camorrista c’è solo chi, nascosto dietro una divisa o un abito talare, con lui fa affari ma non spegniamo la speranza.

Peggio del camorrista c’è solo chi, nascosto dietro una divisa, una toga, una fascia tricolore o un abito talare, con lui fa affari. Non spegniamo la speranza. Isoliamo i camorristi. “ Sono due notti che non dormo” mi ha detto a riguardo un caro amico colonnello; mentre un capitano dell’Arma mi ha confessato: « Da ieri ho il cuore a pezzi». A tutti i carabinieri che per questi tradimenti stanno soffrendo, vogliamo ribadire il nostro affetto, la nostra stima, la nostra fiducia.

Leggi il seguito

Ricordo di Jolanda, la mamma di Don Peppe Diana

E don Peppe salì sui tetti e cominciò a gridare. Lui, prete, studioso della Bibbia, amante del suo popolo, della sua terra, prima di tutti noi, comprese che il tempo di tenere le mani in tasca, anche se pulite e profumate d’ incenso, era finito. Che amare veramente il prossimo, in Terra di lavoro, voleva dire liberarlo dalla paura e dall’oppressione della camorra. Lo fece. Per amore, lo fece. Tutti, a cominciare da Jolanda, sapevamo che i camorristi gliel’avrebbero fatta pagare. Avvenne.
Alla vigilia della primavera del 1994, don Peppe Diana, vigliaccamente, veniva trucidato, nella sua chiesa, al suo paese. Mamma Jolanda in questi anni ha pianto tutte le sue lacrime. Ma anche ha potuto vedere quante spighe rigogliose e belle sono spuntate dal terreno irrorato dal sangue versato da suo figlio. Grazie, Jolanda.

Leggi il seguito

La mia mamma la ricordo così, in preghiera davanti alla Madonna Di Pompei

Ai miei occhi, Maria, non sostava accanto ma davanti al Figlio, come una potente lente d’ingrandimento. Una lente grazie alla quale il volto del Signore si faceva più brillante, ci appariva più familiare. Mi sembrava di capire che Maria mettesse in risalto i suoi lineamenti, le sue piaghe, il suo sorriso, il suo sguardo, il colore della sua pelle. Lei lo ama. Da sempre ne è perdutamente innamorata. Il suo volto materno addolcisce i suoi tratti e le sue parole. Non che di Gesù dobbiamo aver timore, solo che in compagnia della Mamma la famiglia è al completo. Del suo tratto squisitamente e delicatamente femminile necessitano i credenti e la Chiesa.

Leggi il seguito

Di Dio si può soltanto tacere: la storia di Gaetano e la sua SLA

La vita è un dono immenso, ma rimane per tutti, credenti, atei, agnostici, un mistero altrettanto grande. Ci attraversa, ci accarezza, ci invecchia, ci sfugge. Chi crede, gode della consolazione della fede, dell’abbraccio caldo di Dio, della compagnia dei santi, ma non possiede le chiavi per comprendere tutto. Alla fine di ogni riflessione c’è sempre qualcosa che non torna e che ci lascia nella condizione del povero che continua a mendicare.

Leggi il seguito