Lucas e i fratellini di Fatima
Paranà, Brasile, 3 marzo 2013.
Lucas è a casa del nonno, gioca con la sorellina. Sembra tutto tranquillo.
Ma Lucas ha cinque anni e mezzo e l’impulso imprevedibile di correre alla finestra e sporgersi troppo. Cade per oltre sei metri.
Urla e angoscia, il papà accorre sul marciapiede, prende il figlio, tutto perduto.
Dal cuore di padre parte un grido fino al cielo, alla Madonna di Fatima e ai suoi prescelti, i pastorelli poveri Giacinta e Francesco, bimbi pure loro.
Quella stessa notte familiari e suore di clausura invocano tutti insieme incessantemente i fratellini di Fatima.
Intanto Lucas è in coma grave, in ospedale, trauma cranio encefalico con perdita di materia cerebrale e danno assonale, operato d’urgenza in una struttura inadeguata.
In sintesi, per i medici e per chiunque abbia del senno, è perduto.
Dopo pochi giorni Lucas guarisce in assenza di terapie specifiche.
Inspiegabilmente con completa restitutio ad integrum: nessuna lesione, nessun danno neurologico, Lucas sta bene.
Riprende presto a fare sport, per dire.
È lui il miracolo che definisce la canonizzazione di Francesco e Giacinta.
Ma è solo la fine di una storia iniziata il 13 maggio 1917 a Cova da Iria, vicino la città portoghese di Fatima. Dove tre pastorelli videro apparire sotto un leccio la Signora bellissima dentro una nuvola luminosa.
Tre bambini non solo poveri, ma anche analfabeti, e sentirli raccontare delle apparizioni provocò sdegno incredulità derisione.
E interrogatori, isolamento dalle famiglie, minacce.
Tre bimbi di 7, 9 e 10 anni, ignoranti. Che avevano tutto contro e niente da guadagnare, non indietreggiarono manco di un passo.
Poi arrivò il miracolo del sole davanti a migliaia di persone e uno sfacelo di conversioni.
Questi bimbi avevano promesso di dare la vita per la salvezza delle anime perse.
La febbre spagnola che se li prese a poca distanza l’uno dall’altro non li trovò impreparati.
Perché avevano visto che succede alle anime che rinnegano il cielo.
E avevano capito che solo dare la vita per amore salva altre vite.
7 e 9 anni.
Francesco e Giacinta, bimbi santi e dolci, pregate per noi caproni irriducibili.
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