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Non darmi retta: la vera richiesta di chi soffre

In questi giorni si parla molto di eutanasia e suicidio assistito, soprattutto dopo la scandalosa approvazione della Regione Toscana. Ma chiamiamoli con il loro vero nome: omicidio del consenziente.

La vita, ogni vita, ha un valore inviolabile.

Si pensa che questi temi siano nuovi, ma in realtà sono il frutto di una società edonista, narcisista, materialista, dove l’essere umano viene sacrificato agli idoli del profitto e del consumo. Oggi sei utile, domani no. L’uomo diventa un rifiuto, uno scarto. Questa è la cultura dello scarto, come la definisce Papa Francesco.

Il filosofo Zygmunt Bauman lo spiegava bene: la nostra società, accanto ai rifiuti urbani, produce rifiuti umani, persone relegate all’inutilità. Così i disabili, i bambini non nati, gli anziani, i malati vengono considerati un peso. Da persone diventano oggetti. In una mentalità che mette l’utile sopra la dignità umana, chi non produce più è destinato all’emarginazione.

E intanto, le persone anziane, già fragili per la loro condizione, si ritrovano sempre più spaventate, supplicando un briciolo di umanità.

Come scrive con toccante verità Padre Maurizio Patriciello:

Non darmi retta. Non fermarti alle parole. Se, vecchio e malandato, farfuglio di non farcela più, tu non darmi retta.

Se ti dico di voler morire, non prendermi sul serio. Non è la morte a farmi gola ma la pienezza della vita. Stammi accanto, invece, stringi forte la mia mano, riscaldala, dimmi che mi vuoi bene. Fammi ridere.

Fammi sentire utile. Raccontami la tua giornata. Non essere impaziente; sono diventato permaloso, è vero, il tempo ha acuito la mia sensibilità. Uno piccolo sgarbo, oggi, mi fa più male di quando ero un ragazzino…

Un attimo di vita è vita e merita di essere vissuto.

Figlio, hai bisogno di me, dei miei acciacchi, del mio passo lento, dei miei lamenti, dei miei ricordi, della mia preghiera, del poco tempo che mi resta…

Dagli una picconata in testa, quando si fa cattivo e persistente mi toglie il respiro. Tienilo a bada, se vuoi ci riesci. Amare e sentirsi amato, ecco che cosa brama veramente l’uomo. A qualsiasi età. Anche a quella del tuo vecchio padre.

Parole che scuotono l’anima.

Non è la morte a fare gola, ma la pienezza della vita. Forse dovremmo partire da qui, dal riscoprire il valore di ogni esistenza, dal proteggere chi è fragile, dal non voltare lo sguardo davanti a chi soffre. Perché un attimo di vita è vita e merita di essere vissuto.

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