Il sacrificio di Padre Jacques Hamel. “Il sangue dei martiri è seme di nuovi cristiani”

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Stiamo vivendo giorni terribili. La follia omicida degli uomini appartenente alla vigliacca rete dell’Isis sta seminando terrore e odio ovunque. Nelle ultime settimane, in Europa, hanno colpito sia in Francia che in Germania, oltre a colpire duramente Kabul, lasciando una lunga e dolorosa scia di sangue e di morte.

Questa mattina due uomini armati sono entrati in una chiesa di Saint’Etienne-du Rouvray, vicino Rouen, in Normandia, proprio mentre si stava celebrando la santa messa, e hanno preso in ostaggio i fedeli all’interno e il sacerdote.

Durante la rappresaglia hanno sgozzato il sacerdote, Padre Jacque Hamel, 86 anni. Padre Jacques era un uomo di “pace e fraternità”, come ha ricordato la Diocesi Francese, ed ha versato il sangue proprio mentre stava celebrando il Sacrificio di Cristo. Ha donato la sua vita in comunione col Sangue di Cristo versato in remissione di tutti i peccati.

In questo momento bisogna fermarsi e pregare. In questo momento bisogna unire le forze (non a caso a Cracovia si sta svolgendo la Giornata Mondiale della Gioventù) per la pace e per l’Amore. In questo momento bisogna ribadire a questi assassini che la fede non è il culto della morte, ma la Vita che rinasce da qualsiasi situazione terribile.

Come sosteneva San Giovanni Paolo II nella Tertio Millennio Adveniente: “Nel nostro secolo sono tornati i martiri, spesso sconosciuti, quasi militi ignoti della grande causa di Dio“. Testimoniare Cristo non è mai facile; lo diceva Gesù stesso quando sostenne: “Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi hanno odiato me” (Gv 15,18). E questo ce lo ripete ancora oggi!

Ma non bisogna cedere alla paura. Non bisogna lasciarsi sconfortare dalla violenza. Non dobbiamo cedere alla tentazione dell’odio e della vendetta. Preghiamo anche per questi fratelli accecati dall’odio, confusi da una follia religiosa che scambia la fede con la pazzia, l’amore con l’odio, Dio col diavolo. Preghiamo perché possano essere aperti alla vita. Preghiamo affinché capiscano che con la logica dell’odio nulla si costruisce.

Uccidendo Padre Jacques non hanno colpito la Chiesa, non hanno colpito il Cristianesimo, come i media stanno ripetendo. Hanno permesso alla Chiesa di testimoniare il suo amore autentico per Cristo, che non è violenza ma sacrificio. Un amore che non uccide, ma si dona. Esattamente come Mons. Romero, Padre Jacques è morto celebrando il Mistero della Passione e Risurrezione di Cristo. Padre Jacques stava celebrando la vita. Questi vigliacchi quindi non hanno fatto altro che uccidere il suo corpo, ma non sono certo padroni della sua anima, come non sono padroni nemmeno della loro vita stessa (tant’è vero che la disprezzano, condonfendo il martirio con l’imbecillità). Nella loro illusione hanno solo espresso la brutalità della loro violenza, ma non hanno ucciso lo Spirito Santo, che soffia dove vuole (cfr. Gv 3). “Il sangue dei martiri è seme di nuovi cristiani”, diceva Tertulliano. E questa verità è salda da sempre! E dal sangue dei martiri di questo tempo nascerà una generazione che testimonierà l’amore. L’amore che prevale sempre sull’odio!

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