Dall’invisibile al visibile, al Maker Faire tutto è possibile

Difficile scegliere tra centinaia di espositori, migliaia di idee (molte meritevoli per davvero), decine di azzeccatissime creazioni (complimenti a tanti, dall’Esercito Italiano a Robotic Thunder passando per Polygonal e per tutti gli stands del padiglione sul riciclo e sugli orti urbani, ritornando dai chimici di Scienza Divertente Roma fino ai Droni ovunque e per tutto).

Difficile e pericoloso fare elenchi, come sto facendo, perché sicuramente qualcuno lo si dimentica ma il consiglio dei Gibertini riunito nel viaggio di ritorno (ogni anno porto a Maker Faire anche i miei figli per avvicinarli a questo mondo, più loro, ormai, che mio, ma anche per avere loro pareri) ha voluto dare il premio quest’anno al Progetto “Dal visibile all’invisibile” del Polo Museale del Molise, assieme agli studenti del Liceo Manzu e dal Convitto Nazionale Pagano di Campobasso (andate sul sito www.invisibilevisibile.it e godetevi questa meraviglia, noi da qualche minuto siamo “felicemente” intrappolati nel virtual tour di Palazzo Pistilli).

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Mio figlio Massimo ha provato, a occhi bendati quindi come una persona non vedente (come vedete in foto qui sotto) la creazione di questi giovanissimi studenti e ha potuto conoscere questa opera (Gatto – di Marino Lenci) tramite i sensori posizionati sul volto della statua e un auricolare il quale, in base a dove mio figlio toccava, riceveva informazioni.

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Il resto, come detto, merita tutto e se volete vedere una galleria di foto e video su come abbiamo trascorso la giornata al Maker Faire, andate sul mio blog personale e divertitevi un po’.

Al Maker Faire tutto è possibile, anche l’invisibile

Leggi anche un altro nostro articolo sul Maker Faire del 2016

 

 

 

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