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Ho imparato che cos’è il Perdono leggendo il libro di Gemma Calabresi

Mi sono sempre chiesta cosa significhi esattamente perdonare. Non il semplice “lasciar perdere” ,quando sbollita la rabbia ti rendi conto che si in fondo non è così importante e pazienza, andiamo avanti. Ma il Perdono vero, quello che si ottiene dal Padre dopo che è stato crocifisso . Mi chiedevo cosa significasse la parola perdono per i parenti delle vittime di attentati, omicidi o delitti in genere. Ho scoperto un libro che insegna come si fa.

La vedova del commissario Calabresi, ucciso negli anni tumultuosi di Lotta Continua, ha raccontato il suo cammino verso il Perdono vero nei confronti di coloro che l’hanno lasciata vedova a 25 anni, con due bimbi piccoli e un terzo bimbo in pancia. Nel suo “La crepa e la luce” ha confidato come nel momento più basso del suo dolore, appena saputo dell’omicidio del suo marito, ha sentito la presenza fisica di Dio che, come scrive lei “ si è seduto accanto a me”, e ha sentito il Suo abbraccio sotto forma di  una grande pace che le ha dato la forza di pregare recitando, insieme al sacerdote che la confortava, un Ave Maria per le famiglie degli assassini. Poi, quando è stato il momento di scrivere il necrologio, la madre le suggerì le ultime parole di Gesù sulla croce: “ Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno”.

Quelle parole, allora firmate solo per inerzia, sono state il punto di partenza che l’ha portata a scoprire che anche lei poteva arrivare a perdonare. Ha imparato a separare il gesto così crudele dalle persone che l’hanno compiuto, ha visto, nelle aule dei tribunali, durante le udienze, che gli imputati non erano solo assassini ma erano mariti, padri, anche affettuosi verso i loro figli, e avevano madri, mogli e figli che volevano loro bene.

Un giorno si è chiesta perché Gesù  sulla croce avesse chiesto al Padre di perdonare i peccatori invece che perdonarli Lui stesso. Perché Gesù è uomo. E l’uomo non ha la forza di perdonare. Così ha chiesto a Dio di farlo al posto nostro dandoci in questo modo tutto il tempo di arrivarci anche noi.

In tutta la sua vita Gemma Calabresi ha sentito la presenza di Dio accanto e quando  durante le sue testimonianze in giro per l’Italia, ha saputo che tanti in tutti quegli anni avevano pregato per lei e per i suoi figli, si è resa conto della forza della preghiera,  ha capito che era stato grazie a tutte quelle preghiere che lei era potuta sopravvivere a un dolore così devastante e ad avere una nuova vita.  E sapeva che pregando per gli assassini Dio sarebbe potuto stare anche accanto a loro. E sciogliere il loro cuore al pentimento. Perché il perdono, scrive, è come un ponte , chi lo percorre da una parte, chi dall’altra e alla fine ci si incontra a metà strada.

Ma anche se non tutti gli assassini si sono pentiti, Gemma li ha comunque perdonati, non per avere qualcosa in cambio, ma per sentirsi libera dalla zavorra e dal peso del dolore e del rancore.

Gemma Calabresi Milite conclude il suo libro con un bilancio della sua vita, affermando che nonostante tutto il dolore non la cambierebbe con nessun altra. Quello che le è successo l’ha resa una persona migliore, e forte, dal cuore pieno, che ha dato e ricevuto tanto amore. Conclude con un grazie. Ma io credo che tutti coloro che leggono questo libro debbano ringraziare lei per averci insegnato il vero significato della parola Perdono.

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