Giovanni il Battista indica Cristo come Pastore delle anime

Siamo entrati in un nuovo periodo liturgico: il tempo ordinario o tempo della Chiesa. Il verde, simbolo della speranza, caratterizza questo tempo delle domeniche “durante l’anno”, nelle quali seguendo il primo vangelo, quello di Matteo, mediteremo sulla vita e gli insegnamenti del Signore nostro Gesù Cristo.

Nella liturgia della parola si sente ancora l’eco della celebrazione della festa del battesimo di Gesù. Infatti la testimonianza del Battista, che applica a Gesù l’immagine dell’agnello innocente, avviene nella cornice del battesimo, pur non essendo esplicitamente menzionato nel quarto vangelo.

La prima lettura, dal profeta Isaia, riporta il secondo canto del “servo del Signore” per prolungare il primo canto letto domenica scorsa nel ricordo del battesimo di Gesù. Con altre parole sono riproposte la chiamata e la missione del “servo”, identificato con Israele. Il popolo di Israele è scelto da Dio per essere “luce delle nazioni e perché porti la salvezza divina fino all’estremità della terra”. Questo compito avverrà perfettamente con Gesù Cristo, la “Luce vera”.

Questa immagine della luce che illumina il mondo viene ripresa proprio dal quarto vangelo per presentare la missione di Gesù, “luce del mondo”. La rilettura cristologica della figura del servo è favorita anche dal salmo responsoriale (39) che fa da risonanza al testo di Isaia. Per il salmista, tutta la legge di Dio si condensa in una parola: ”compiere il tuo volere”. Il servo vero che rivela e compie integralmente la volontà di Dio è Gesù Cristo.

Nel brano evangelico Gesù è chiamato l’”agnello di Dio”, “colui che toglie il peccato del mondo”.

In queste parole del Battista si profila l’immolazione del Signore, il nuovo e vero Agnello pasquale, che nel suo sangue laverà le colpe di tutti gli esseri umani. Questa frase è entrata nella liturgia eucaristica prima della comunione. Gesù vi è ogni volta presentato come l’Agnello che Dio ha predisposto e inviato per eliminare in modo definitivo “il peccato del mondo”. Quest’argomento viene ripreso dalla Lettera agli Ebrei che presenta la missione di Gesù culminante nel dono della sua vita come “sacrificio” unico che sostituisce tutte le offerte e vittime sacrificali dell’Antico Testamento. “Ecco colui che toglie il peccato del mondo”.

Da notare: il Battista non parla di qualche peccato commesso da qualche individuo, ma dice: “il peccato”, per indicare tutti i peccati o tutto ciò che è peccato; parla anche “del mondo”, senza cioè porre limiti di spazio e di tempo. Purtroppo i “postcristiani del postmoderno respingono l’idea del peccato. Si ritengono liberi in una società laica, si vantano delle loro turpitudini e considerano la trasgressione una moderna virtù; o più semplicemente scaricano le colpe sugli altri, oppure si mettono a giustificarsi tirando in ballo l’istinto, l’inconscio, l’ereditarietà …Come insegna Giovanni: ”Se diciamo che siamo senza peccato, inganniamo noi stessi, e la verità di Dio non è in noi”. Queste osservazioni ci portano alla verità vera sull’uomo. E chi riconosce i suoi peccati domanda perdono e si converte. Gesù stesso si fa carico dei suoi peccati. E’ umano commettere peccati, diabolico persistervi, cristiano odiarli ed abbandonarli (un modo di parafrasare il famoso Errare humanum est, sed perseverare est diabolicum). Nell’”Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo”, Giovanni segnala la presenza dell’Atteso. Tuttavia questa informazione presuppone in chi la ricerca un interesse. Il Dio, che viene a cercare e salvare gli uomini, si fa trovare soltanto o soprattutto da quelli che lo cercano. D’altra parte, un vero cercatore di Cristo, il Dio che è venuto a cercare i peccatori non i giusti, non diventa mai un possessore. E’ uno che, dopo l’aver trovato, si mette di nuovo a cercare, nello stesso tempo con il compito di additare a tutti il Cristo, il Messia, Colui che ci libera dal peccato.

Si tratta di un bel programma per noi cristiani.

Don Joseph Ndoum           

                                                    Iª lettura Is 49,3.5-6 dal Salmo 39 IIª lettura 1 Cor 1,1-3 Vangelo Gv 1,29-34

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *