L’umanità scende da Gerusalemme a Gerico

San Severo di Antiochia (ca 465-538)
vescovo
Discorsi, 89

« Discese dal cielo » (Credo)

«Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico». Cristo (…) non ha detto «uno scendeva», bensì «un uomo scendeva», perché il brano concerne tutta l’umanità. Questa, in seguito alla colpa di Adamo, ha lasciato il soggiorno elevato, calmo, senza sofferenza e meraviglioso del paradiso, a buon diritto chiamato Gerusalemme – nome che significa «La Pace di Dio» – ed è disceso verso Gerico, regione bassa e cava, dove il caldo è soffocante. Gerico è il ritmo febbrile della vita di questo mondo, vita che allontana da Dio. (…) Una volta che l’umanità ha imboccato quella via, lasciando la via retta (…), il branco dei demoni selvaggi viene ad attaccarla come una banda di briganti. La spogliano del vestito della perfezione, non le lasciano nulla della sua forza d’animo, né della purezza, della giustizia o della prudenza, nulla di ciò che caratterizza l’immagine divina (Gen 1,26), ma dopo averla colpita con i colpi ripetuti dei diversi peccati, la atterrano e la lasciano infine mezza morta. (…)

La legge data da Mosè è passata(…), ma le è mancata la forza, e non ha potuto condurre l’umanità alla piena guarigione, non ha potuto rialzare l’umanità che giaceva in questo modo. (…) Infatti la Legge offriva dei sacrifici e delle offerte che «non hanno il potere di condurre alla perfezione coloro che si offrono a Dio» (…) perché «è impossibile eliminare i peccati con il sangue di tori e di capri» (Eb 10,1-4). (…)

Infine, un Samaritano passò accanto. Apposta Cristo dona a se stesso il nome di Samaritano. Infatti(…) egli è venuto in persona, compiendo il disegno della Legge e mostrando con le sue opere «chi è il prossimo» e cosa significa «amare gli altri come se stesso».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.