Inferno canto 1 – primo passo verso la consapevolezza

Il primo canto dell’Inferno, della Divina Commedia, ci insegna che a un certo punto della nostra vita, non sappiamo quale, essendo diverso per ognuno di noi, arriva il momento in cui ci si ritrova “nella selva oscura”, ovvero quando riconosciamo di essere ciechi e siamo costretti a dirci: “Alt, fermiamoci un attimo, che cosa sto facendo, che cosa sto combinando ma soprattutto, dove sto andando?”

E’ proprio in quel momento che bisogna alzare la testa, usare la ragione e il cuore perchè sappiamo che da qualche parte c’è il Sole. Così fa Dante: si ferma, alza la testa fiducioso che là in alto vi sia il sole ma ecco che la strada che vuole intraprendere da solo è sbarrata dalla lonza, dal leone, dalla lupa:  usura, lussuria, potere, sesso, soldi. Con i tre animali Dante vuole sintetizzare tutti i peccati possibili, ognuno qui ci metta il suo, o i suoi, quello o quelli che maggiormente gli impediscono di vedere la Luce, di essere felice.

Che cosa ci insegna Dante in questo Canto? Che non ci si salva da soli. Tra il mito di Icaro, che va a consumare le sue ali contro il Sole e si schianta a terra (la tragedia Greca), e Dante, la grande novità è che è accaduto il Cristianesimo. Quindi nel momento peggiore, quando si è ributtati indietro dai propri limiti e dal proprio peccato,  ecco che compare, come un dono inaspettato, una guida, una persona, un compagno di viaggio.

Virgilio, come nella miglior tradizione pedagogica di sempre, è quindi il maestro, la guida che aiuta Dante a prendere consapevolezza facendogli domande di cui conosce già la risposta ma che servono per rafforzare il proprio intento di rinascita (che è lo stesso che fa Gesù col cieco nato).

Quindi Virgilio, dopo aver valutato che Dante è seriamente convinto a uscire dalla Selva Oscura, gli dice che sta sbagliando strada, che deve intraprendere un altro viaggio perché l’intenzione è buona, la meta è giusta: “Il problema è che sbagli strada”. Dante pensa di cavarsela da solo e rapidamente ma non è così.  Nella vita bisogna fare tutto il percorso, non ci sono scorciatoie, bisogna conoscere tutto il male e tutto il bene, che poi è il viaggio nella profondità di noi stessi.

Allor si mosse, e io li tenni dietro: legge della Commedia e della vita. Non si diventa grandi da soli ma seguendo un maestro, accettando un Maestro quindi domandiamoci chi sono i nostri maestri, i nostri amici, domandiamoci come li scegliamo.

Inizia il viaggio di Dante nell’Aldilà e il nostro cammino con lui per scoprire la verità nell’aldiquà perché la Divina Commedia è un libro che serve per capire che cosa è la vita, l’amicizia, gli amori, gli affetti.

Bibliografia: Dante Alighieri – Inferno – Commentato da Franco Nembrini – Illustrato da Gabriele Dell’Otto – prefazione di Alessandro D’Avenia – Edizioni Mondadori

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