A Semi di Pace l’inaugurazione dell’Emporio della Solidarietà

Il 17 maggio di 42 anni fa il nostro presidente Luca Bondi iniziava l’esperienza di servizio ai più bisognosi, dapprima nel Movimento dei focolari e poi in quella che oggi è la realtà strutturata di Semi di Pace. Proprio nel giorno del nostro compleanno con gioia annunciamo la nascita dell’Emporio della Solidarietà.

Martedì 24 maggio 2022, alle ore 17, i volontari, i rappresentanti della Caritas diocesana, le Istituzioni partner dell’iniziativa e tutti coloro che ne beneficeranno, si incontreranno presso la Cittadella di Semi di Pace, per festeggiare l’avvio di un nuovo progetto che assicurerà sostegno alle famiglie, agli anziani, ai rifugiati ucraini per le necessità primarie. Sarà, inoltre, operativo anche  un centro di ascolto permanente che potrà accompagnare gli utenti nel loro percorso, al fine di rispondere più adeguatamente alle difficoltà e criticità della vita quotidiana.

Semi di Pace è attiva nel settore dei servizi sociali e in particolare nelle attività di raccolta e distribuzione di generi alimentari e beni di prima necessità sin dal 1985.

Nel corso degli ultimi due anni, a seguito dell’emergenza Covid-19 e delle relative misure di contenimento e in ultimo della vicina guerra in Ucraina, abbiamo registrato un forte incremento della richiesta di viveri da parte della popolazione locale.

Accanto alle tradizionali forme di emarginazione, infatti, affiorano nuove condizioni di povertà, coinvolgendo un numero sempre maggiore di cittadini, spesso costretti a vivere in solitudine il loro disagio. L’intensità della crisi economico-finanziaria e sociale che stiamo vivendo lascia presagire tempi di risoluzione ancora lunghi, questo rende necessario ripensare i servizi fin qui offerti in favore delle fasce più deboli della società, al fine di renderli più adeguati ed
efficaci rispetto ai nuovi bisogni emergenti.

L’équipe dedicata alla realizzazione delle attività di progetto è composta da operatori e volontari motivati e adeguatamente formati. La presa in carico di un utente prevede una fase iniziale di analisi della richiesta d’aiuto, attraverso un primo colloquio mirato presso il Centro di Ascolto istituito per approfondire le condizioni generali del richiedente e del suo nucleo familiare.  Gli utenti saranno inoltre tenuti a presentare un certificato ISEE che comprovi un reddito non
superiore a € 6.000. Il sostegno alle famiglie avrà una durata variabile, in base alla valutazione del singolo caso.

L’approvvigionamento dei beni avviene principalmente grazie a collaborazioni ormai consolidate con esercizi commerciali locali, attivi nella lotta allo spreco alimentare, e con la Fondazione Banco Alimentare.

ll progetto risponde all’Avviso pubblico “Comunità solidali 2020” (Accordo di programma sottoscritto tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e la Regione Lazio, ai sensi degli articoli 72 e 73 del d.lgs. 117/2017 – Codice del Terzo settore).

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