Al Senato le criticità dei primi due mesi di accoglienza ai profughi ucraini

Lo scorso 27 aprile a Roma, presso la Sala Nassirya del Senato, si è tenuto l’incontro intitolato “Fuggire e poi”, organizzato dalla Senatrice Maria Virginia Tiraboschi con il supporto dall’Associazione “Memoria Viva”.
Durante i lavori sono state esposte le criticità sorte sul tema dell’accoglienza dei profughi ucraini.

“Quella di oggi ê una giornata importantissima – ha detto Piero Moscardini, ex funzionario della protezione civile nazionale – con esperienza ultra trentennale di gestioni emergenziali in Italia e all’estero – perché i vertici politici hanno finalmente ascoltato chi opera sul campo, al fine di comprendere meglio sul come dover procedere. Da quanto è emerso risulta senza alcun dubbio necessario un unico coordinamento dei tanti (troppi) Commissari regionali. L’auspicio è quello di avere un Commissario straordinario per una risposta coordinata alle problematiche dell’emergenza ucraina”.

Il principale ringraziamento va quindi alla Senatrice della Repubblica Maria Virginia Tiraboschi per aver promosso tale iniziativa e per, come lei stessa ha ribadito: “… ho preso appunti tutto il tempo per riportare alle Istituzioni le vostre richieste. Ho constatato enormi difficoltà di raccordo tra le Associazioni del terzo settore, le Regioni e le Prefetture. Credo sia necessaria una regia centrale capace di redigere e attuare linee guida nazionali valide per tutti”.

Il Dott. Elso Merlo, moderatore dell’evento, ha chiosato sull’importanza dell’evento che è stato capace, durante le attività in corso, di dare voce a chi opera sul campo e ha quindi dato la parola al Dott. Roberto Falletti, presidente dell’Associazione “Memoria Viva”, che ha testimoniato sulle attività svolte nei primi due mesi in soccorso della popolazione ucraina, delle oltre 220 tonnellate di aiuti umanitari raccolti e inviati in Polonia, Romania ed anche nella stessa Ucraina. “Abbiamo dato aiuto a 600 persone per farle venire in Italia – ha detto Merlo – ed è mio dovere ringraziare tutti quelli che hanno sostenuto e reso possibile tale iniziativa. Speriamo tutti che questa assurda guerra finisca presto e che di tutto questo rimanga ben presto solo un ricordo, dove un filo di seta si è purtroppo trasformato in un filo spinato”.

Piero Moscardini ha quindi concluso l’incontro e ha definito questa come una giornata storica:
“Credo che la data odierna possa ritenersi come fondamentale per la gestione di questa grande e assurda emergenza. Tutto questo ci porta ad una profonda riflessione sul come la gestione degli effetti di una guerra non sia affatto semplice. Personalmente ho gestito molti interventi all’estero ma questa è una guerra a noi troppo vicina e questo rende tutto più difficile. Sono un uomo del fare e proprio per questo credo di possa e si debba fare di più. Ad esempio il Decreto che ha istituito le funzioni d supporto con il contributo di Prefetture e Regioni ha messo in luce ancora una volta l’anello debole della catena: il Comune.
Questo è emerso dai contributi ricevuti da tutti gli interventi. Credo che si debba migliorare al più presto il rapporto tra Comuni e Regioni affinché possano essere regolarizzati contrattualistiche con alberghi, ristoranti, centri di acquisto, ma anche le Prefetture potrebbero/dovrebbero predisporre maggiori controlli sulle abitazioni fornite in uso ai profughi ucraini, ed occuparsi delle problematiche connesse ad avere interpreti qualificati che possano aiutare i bambini ucraini nelle scuole, magari coinvolgendo gli Ucraini che vivono già da tempo in Italia, del resto le Prefetture i dati li hanno sicuramente.
E poi c’è il tema del terzo settore, e dal momento che siamo nel tempio della Politica nazionale, nel Senato, è mio dovere ringraziare la Senatrice Tiraboschi, che ha avuto il pregevole intuito di voler ascoltare chi opera sul campo, come le Associazioni qui presenti e altre che incessantemente prestano la loro opera meritoria.”

Elso Merlo: “Quello che abbiamo raccolto dalle testimonianze odierne è un prezioso spaccato di quello che realmente accade sul territorio, e non deve essere vista come una critica asfittica ma come una fotografia in bianco e nero che dobbiamo tutti insieme farla diventare a colori, i colori del nostro Paese, i colori della Pace e della Solidarietà”.

Per noi che vogliamo definirci “Semi di Pace” l’Intervento della volontaria Monica Calzolari, coordinatrice del progetto “Cuori e mani per l’Ucraina” dell’Associazione Semi di Pace, è stato gratificante (www.semidipace.it).

Monica ha evidenziato le criticità per chi vuole oltre che prestare la sua opera volontaria e benevola, aiutare lo Stato a comprendere che necessita una governance che si occupi dei problemi oggettivi:

  1. Scarsa e tardiva informazione da parte delle autorità preposte
  2. Grave ritardo e inadeguatezza delle procedure messe in atto dalla Protezione civile nazionale
  3. Inerzia e impossibilità ad agire da parte delle autorità locali.

Infine, Monica Calzolari ha chiosato: “Noi chiediamo un contributo economico per le accoglienze nelle famiglie attivate prima del decreto del 29 marzo, ossia – lo vogliamo sottolineare – ben otto settimane dopo l’inizio del conflitto e dell’esodo delle donne e dei bambini dall’Ucraina, che possa essere concesso con valore retroattivo, a partire dalla data di rilascio dello STP al rifugiato e del documento di cessione del fabbricato sottoscritto da chi ha dato loro ospitalità”

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