Il volto dell’abbandono – Paul Gauguin – L’agonia nel giardino, 1889 – Norton Museum of Art West Palm Beach 

Gesù è in uno stato di oppressione, segnato dalla solitudine, che gli fa sentire tutta la lontananza dai suoi.

Al centro sta un albero scuro, che divide in due la composizione. Il tronco e la linea di orizzonte formano una croce. È la croce che Gesù non aveva cercato, ma che ora sta per accogliere, essendo giunta la sua ora. L’orazione nel Getsemani è il momento in cui l’ombra della croce si proietta, più che sul corpo, nel suo spirito. Tutto sembra volerlo emarginare, cacciandolo nell’angolo sinistro di questa raffigurazione che ne scandaglia il cuore. Il pennello di Gauguin traccia con decisione le linee di forza di un dramma in atto e colpiscono il corpo di Gesù ingobbito. Due figure umane in lontananza alzano la testa: a guardarli sembrano due buchi neri nella notte. Per contrasto appare ancor più evidente il colore del maestro dolente, quasi ad esprimere la forza tremenda di gravità che lo sta gravitando sempre più in basso.

Tutto sembra concorrere contro quest’uomo, che sarà reietto dagli uomini, ma non abbandonato da Dio.

La giustizia dei farisei infierirà su di lui, come il cacciatore è contento quando ha stanato la sua preda e l’ha colpita, esibendola come prova della sua bravura. Il maestro, con la testa di un ‘rosso soprannaturale’, come dirà l’autore, è accasciato, con le mani inerti e pendule, il suo viso è raccolto e ritratto in un abbandono pieno di sogni. Più che tormento, qui si vede il rientrare in se stesso e ripensare tutta la sua vita. In questa cornice di colori cupi Gesù vive un dramma profondo: egli, in sintonia con la volontà del Padre, non vuole ritirare il suo amore, il suo dono, nemmeno se gli uomini lo rifiutano. Ma se lo uccidono, come potrà essere segno di questo amore? Il Padre deve aiutarlo in questo momento di crisi ad essere fedele a sé stesso ed agli uomini. Sappiamo che Gesù si rialzerà da questa preghiera drammatica con la consapevolezza che il Padre non lo abbandonerà mai, nemmeno nella morte, anche se al momento sembra solo un assurdo e spaventoso fallimento

Il dipinto ha anche un altro titolo: “Autoritratto come Cristo al Gethsemani”. L’autore l’ha spiegato così: “È il mio ritratto quello che ho fatto. Ma al tempo stesso esso vuole rappresentare l’annullamento di un ideale, un dolore tanto divino quanto umano; Gesù abbandonato del tutto; i suoi discepoli lo lasciano solo; un quadro triste così come la sua anima”.

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