Màkari: presentazione dei tre episodi della seconda stagione

RAI FICTION, con PALOMAR, presenta Claudio Gioè nella seconda stagione di “Màkari”, per la regia di Michele Soavi, serie tv in tre serate, in prima visione su RAI 1, dal 7 febbraio 2022.

CAST TECNICO

            Come detto, la regia è di Michele Soavi; la sceneggiatura è firmata da Leonardo Marini, Attilio Caselli, Salvatore De Mola, Ottavia Madeddu e Carlotta Massimi, ed è tratta dalle opere di Gaetano Savatteri, edite da Sellerio Editore. La supervisione alla sceneggiatura è di Francesco Bruni, già noto per questo ruolo ricoperto nella trionfale serie ventennale de “Il Commissario Montalbano”, lavoro molto apprezzato, come ripetutamente affermato pubblicamente, dal compianto autore Andrea Camilleri, con in comune con “Màkari” la splendida ambientazione siciliana. La fotografia è stata curata da Stefano Palombi e Luca Silvagni. Montaggio di Stefano Chierchiè e Luca Carrera. Scenografia di Valerio Girasole. Costumi di Cristina Francioni. Musiche di Ralf Hildenbeutel, con canzoni originali scritte da Ignazio Boschetto, uno dei tre ragazzi de Il Volo, che interpretano le canzoni stesse.

CAST ARTISTICO

CLAUDIO GIOÈ                              Saverio Lamanna

DOMENICO CENTAMORE                       Peppe Piccionello

ESTER PANTANO                           Suleima

ANTONELLA ATTILI                                   Marilù

FILIPPO LUNA                                Vicequestore Randone

ANDREA BOSCA                             Teodoro

TUCCIO MUSUMECI                     Padre di Saverio

            Dopo il notevole successo della prima serie, andata in onda nel marzo 2021 e composta da quattro episodi, i titoli dei tre episodi che compongono questa seconda stagione sono: “Il delitto di Kolymbetra”, “Il lato fragile”, “Il lusso della giovinezza”, che sono i titoli dei libri scritti da Savatteri.

SINOSSI DI SERIE

            Saverio, insieme al caro amico Piccionello, continua la sua bella vita di scrittore squattrinato ed orgoglioso nullafacente a Màkari. Ma qualche ombra offusca il quadro. Il suo sogno di affermarsi come romanziere comincia a rivelare le prime incrinature: Accursio Miragno, il suo editore, inizia a mostrarsi perplesso per le scarse vendite, forse non vede più in Saverio Lamanna un buon cavallo su cui scommettere e gli prepara un cocente benservito. E poi c’è Suleima, che è lontana. La ragazza da un anno vive e lavora a Milano, e con la sua partenza dalla Sicilia terminava la prima stagione di “Màkari”. Questa lontananza comincia a pesare, sempre di più, sul loro rapporto. Ma – un miracolo! – finalmente Suleima torna in Sicilia, in pianta stabile, per seguire ‘La città del sole’, un nuovo ed importantissimo progetto, carico di speranze ed ideali. Può tornare a stare là a Màkari con Saverio, e questo per lui è più di un sogno. Ma, in breve tempo, la gioia di Lamanna si smorza. Infatti, Suleima arriva in Sicilia, ma ci arriva con il suo fascinoso, carismatico e ricchissimo capo, Teodoro Bettini, di cui Saverio è gelosissimo. Ben presto Saverio si renderà conto che il problema non è soltanto un potenziale rivale come Teodoro, ma il fatto è che Suleima sta crescendo, sta cambiando, non è più la studentessa che aveva conosciuto l’estate precedente. Adesso è davvero una farfalla uscita dalla crisalide e pronta a spiccare il volo, e Saverio ha paura che volando si allontanerà da lui.

            Saverio Lamanna dovrà lottare non poco per non perderla, e – soprattutto – per non cadere nei suoi soliti maledetti errori. Saverio vivrà questa nuova stagione del suo amore nel corso di tre nuove indagini che risolverà, insieme al caratteristico Peppe Piccionello, col suo personale piglio da detective per caso, magari un po’ strampalato e picaresco, ma straordinariamente acuto e tenace.

I PERSONAGGI PRINCIPALI

Saverio Lamanna | Claudio Gioè         

            Saverio è stato un giornalista di belle speranze, che ha fatto una rapida carriera fino a diventare portavoce del sottosegretario Giulio Racano. Ma improvvisamente, a causa di una grave gaffe, perde tutto e si ritrova, squattrinato, a dover riparare dalla vecchia casa di vacanza dei genitori, a Màkari. Qui comincia la sua nuova vita. Saverio ritrova l’amicizia del caro Piccionello, riesce a buttarsi dietro le spalle la carriera in frantumi e cerca un suo nuovo destino, quello di scrittore. Ma soprattutto si innamora di una ragazza che lavora al ristorante di Marilù: Suleima.

Suleima Lynch | Ester Pantano

            Quando incontra Saverio, Suleima è una studentessa universitaria di Architettura che sta facendo un lavoro stagionale di cameriera a Màkari. Fra loro scocca l’amore e trascorrono una bellissima estate insieme. Ma Suleima è molto più giovane di Saverio, la sua vita è in trasformazione, non può non cambiare e, infatti, trova presto un lavoro a Milano. La distanza non sarà l’unico ostacolo alla loro relazione; Suleima sta crescendo, sta scoprendo se stessa, presto non è più solo quella ragazza leggiadra incontrata la scorsa estate. È una persona diversa, nuova, più adulta e con questo Saverio dovrà fare i conti.

Peppe Piccionello | Domenico Centamore

            Piccionello è la vera colonna di Màkari, con le perenni infradito, i pantaloni corti e le magliette strambe. Antico ed al contempo modernissimo. Portatore di una saggezza popolare che alla fine ha sempre la meglio sulle elucubrazioni e sulla cultura sofisticata di Saverio. La sua amicizia, la sua generosità e la sua sincerità saranno fondamentali per il percorso di rinascita di Saverio Lamanna.

Teodoro Bettini | Andrea Bosca

            Quarantenne bello, atletico, ricco come Creso, Teodoro è un architetto ed imprenditore di grande successo. Milanese, ma con un cuore che pende per la Sicilia. È il datore di lavoro di Suleima, che lo ammira ed ha grande affiatamento con lui. Saverio ne ha una pregiudiziale antipatia perché lo teme, vedendo in lui un pericoloso rivale.

Vicequestore Giacomo Randone | Filippo Luna

            Non è certo un supereroe, ma è comunque un bravo poliziotto, benché talora pecchi qua e là di un pizzico di superficialità. Saverio per lui è un po’ una maledizione, perché gli capita fra i piedi sempre quando è nel mezzo di un’indagine, e la sua ostinazione a fare il detective per caso ha spesso e volentieri irritato il poliziotto. Ma, malgrado tutto, sono grandi amici. E poi Randone sa che il fiuto di Saverio può essergli molto utile.

SINOSSI DEL PRIMO EPISODIO

            Senza ‘spoilerare’ (uno dei tanti pessimi neologismi, ma molto in uso ormai) alcunché, raccontiamo qualcosa solo del primo episodio di questa seconda stagione di “Màkari”, dal titolo “Il delitto di Kolymbetra”.

            Suleima vive a Milano da un anno e la relazione con Saverio comincia a soffrire per questa distanza. Infatti, non si vedono da un bel po’. Ma si apre una possibilità di ritrovarsi. La ragazza dovrà recarsi qualche giorno in Sicilia, per lavoro. Saverio la raggiunge ad Agrigento, manco a dirlo, insieme a Piccionello. Non vuole lasciarsi scappare quest’occasione di riabbracciarla, anche perché la ragazza arriva con il suo capo, Teodoro Bettini, del quale Saverio è da tempo gelosissimo, e quindi a motivarlo è anche il desiderio di sorvegliare la situazione e marcare il territorio.

            Nel frattempo, ad Agrigento, viene ritrovato il cadavere del Professor Demetrio Alù, grande archeologo e massimo esperto dei Templi, che Saverio e Peppe avevano conosciuto in quei giorni. Saverio capisce subito che il movente del delitto ha a che fare con il responso che avrebbe dovuto dare Alù circa il più grande mistero della Valle: dove si trovino i resti del Teatro Antico di Agrigento. Mistero dal quale adesso dipendono interessi enormi. Saverio si troverà a dover dipanare la matassa intricata dell’omicidio, ma anche la trama delle passioni e delle tensioni dei personaggi che vi ruotano attorno. Alla fine, una meravigliosa novità per Saverio: a causa di un nuovo progetto, Suleima potrà tornare definitivamente in Sicilia! Ma qualcosa rovina la festa a Saverio.

DICHIARAZIONI DEL REGISTA

            Già in occasione della messa in onda della prima stagione, il regista, dopo aver ricordato le parole con cui Federico II di Svevia aveva descritto la Sicilia (“Non invidio a Dio il Paradiso, perché sono ben soddisfatto di vivere in Sicilia”), aveva dichiarato: “(…) così è stato anche il Paradiso per un regista, trovarsi a girare e fotografare una serie interamente ambientata nell’Isola delle Meraviglie. È stato impossibile non cedere al ‘mal di Sicilia’, perché dopo poche settimane questi posti e questa gente ti rapiscono e ti fanno prigioniero proprio come il protagonista Saverio Lamanna che, grazie al totale fallimento della sua carriera da colletto bianco al Ministero dell’Interno a Roma, con il suo ritorno alle origini, scopre una vera e propria rinascita interiore. Ho cercato di miscelare più generi: oltre al ‘giallo’ si passa dal sentimentale alla commedia, dal mélo al dramma, con punte di grottesco creato dalle situazioni dei personaggi che colorano le storie. Il nostro protagonista è come un naufrago sballottato dalle onde degli avvenimenti che lo scuotono e gli fanno prendere coscienza di quanto fosse inutile il suo vissuto precedente. Una nuova consapevolezza per Saverio Lamanna alla scoperta dei veri valori ma soprattutto di quello primario, forse il più importante di tutti: l’amicizia. (…) Credo che questa serie abbia una sua originalità in quanto pur ambientata nella ‘terra dei limoni’ non racconta storie di mafia. Anzi, a volte la mafia viene usata come copertura per interessi personali miserabili, messi in atto da personaggi meschini. Un pregio dei contenuti delle storie è quello di raccontare le miserie dell’animo umano”.

CONFERENZA STAMPA

            Durante la conferenza stampa RAI, tenutasi lunedì mattina, abbiamo personalmente posto due domande; una al protagonista Claudio Gioè, ed una a Gaetano Savatteri, autore dei libri da cui sono tratti gli episodi della fiction.

            A Gioè abbiamo chiesto: “Quanto di Claudio Gioè c’è in Saverio Lamanna, e – se sì – quanto, dopo due stagioni e sette episodi, di Saverio Lamanna è entrato in Claudio Gioè?”.

            Risposta dell’attore: “Mi ricordo Ester (nota: Ester Pantano, la Suleima della fiction) che mi diceva sempre sul set <<Non so dove finisce Claudio Gioè e dove comincia Saverio Lamanna>>. In effetti, è difficile dirlo, perché Gaetano Savatteri, da grande scrittore qual è, ha saputo raccontare un carattere tipico di noi palermitani, che è questa sorta di autoironia, questa maschera che a volte serve per nascondere dei drammi, delle ferite, e che rappresenta uno dei caratteri più distintivi di noi siciliani, che abbiamo un po’ nel nostro DNA questa tragedia greca, questo teatro da fare in piazza, e che talvolta serve a celare delle debolezze e delle difficoltà come quelle che in questa stagione avrà Saverio Lamanna, nei confronti di Teodoro, il nuovo datore di lavoro di Suleima, con le insicurezze che si trasformano in gelosia, in un flusso continuo di battute, di cinismo, di sarcasmo, che sono solo una grande corazza, e credo che sia un carattere molto simile non soltanto al mio, ma anche di tutti i palermitani”.

            A Gaetano Savatteri abbiamo, invece, chiesto: “Cosa si prova ad essere il primo autore a vedersi trasposto in televisione, con protagonista la splendida Sicilia, dopo l’immenso Andrea Camilleri. E ritiene che ci sia almeno una peculiarità che sente di avere in comune con Camilleri, come narratore e ‘raccontatore’ della Sicilia?”.

            Risposta dello scrittore: “Io penso sempre che non ci sarebbe stato ‘Màkari’ se non ci fosse stato Camilleri, colui che ha aperto la porta ad un nuovo racconto della Sicilia. Un racconto che usciva da un archetipo a lungo frequentato, che era quello della Sicilia in bianco e nero, una Sicilia che era dominata da tematiche drammatiche e violente. Camilleri ci ha portato in una Sicilia più luminosa, dove c’è anche il lutto, ma c’è la luce della regione, dei suoi personaggi, l’umorismo, la capacità di sorridere, la capacità di far ridere. Senza questa porta spalancata da Camilleri, probabilmente non sarei mai riuscito a pensare a dei personaggi che smontassero questo archetipo della Sicilia in bianco e nero per farne, invece, una Sicilia a colori. Grazie a Camilleri la Sicilia è potuta tornare protagonista di un altro tipo di racconto, più romantico se vogliamo; da una parte questo aver spalancato le porte ad un nuovo modo di raccontare la Sicilia da parte di Camilleri, dall’altra parte anche la Sicilia per fortuna è cambiata, non è rimasta quella del mulo, del carretto, della donna vestita di nero, perché non è più questa da decenni. Lo stesso personaggio di Saverio Lamanna deve fare i conti con una serie di modelli arcaici, per cui lui è geloso, ma lo fa con ironia e non deve sembrare geloso, altrimenti sembrerebbe il vecchio cliché dell’uomo siciliano geloso, e quindi vive in maniera complicata questo avere a che fare con una serie di stereotipi sociali e folkloristici, ma essere uomini e donne del nostro tempo”.

CONCLUSIONI

            Non resta che attendere la seconda stagione di “Màkari” che, avendo potuto visionare il prodotto, possiamo facilmente immaginare che bisserà il grande successo di meno di un anno fa, quando fece registrare ben 6.500.000 circa di telespettatori, con il 26,33% di share; numeri altissimi in tempi di grande parcellizzazione, dovuta alla molteplicità di canali delle tv generaliste, delle pay-tv, e del moltiplicarsi delle nuove piattaforme. Appuntamento, quindi, a partire da lunedì 7 febbraio in prima serata su Rai1.

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