Auguri a Franco Nero

Posso dire di aver conosciuto – e di conoscere – bene Franco Nero: e aggiungo, di andarne orgoglioso. La vita ci ha fatti frequentare parecchio: e io ho riportato di quest’uomo – di questo che giustamente viene percepito come un autentico divo – una straordinaria impressione di concretezza, di gentilezza, di ironia, di generosità, di simpatia. E anche di modestia, a dispetto della dimensione planetaria della sua fama.E dire che basta scorrere l’elenco delle performances artistiche della sua carriera per sentirsi veramente tremare i polsi.

Forse è stato ed è l’attore italiano più longevo ed apprezzato nel mondo. “Sai cosa mi ha un po’ fregato?” mi disse un giorno con quasi ingenua naturalezza. “Il fatto di essere bello. Perché c’è chi è ancora convinto che “bello” e “bravo” per un attore siano concetti incompatibili.

Certo quando John Huston mi fece spogliare in un albergo romano per capire se poteva fare Abele nella Bibbia, non mi scelse per le mie doti – come dire -​ professionali (d’altra parte nel film non dissi un parola). Ma poi qualcosa di buono penso di aver fatto”Già, “qualcosa di buono”. Vi rimando a Wikipedia e ai suoi 230 film: più la televisione che, pure, non ha mai amato particolarmente (al punto da rifiutare serie importantissime come “La piovra”)E pensare che suo padre, maresciallo dei carabinieri di origine daunia, sperava che diventasse ufficiale dell’Arma. Le sue scelte (diploma da ragioniere, poi Piccolo Teatro di Milano) lo amareggiarono molto. Ma quando lo vide nella veste del capitano Bellodi nel “Giorno della civetta” gli perdonò tutto.

Da allora per Francesco Clemente Giuseppe Sparanero fu una strada in discesa: in Italia e nel mondo. “Laurence Olivier di mi disse di cambiare: cambiare sempre. E così ho fatto”. Scegliete voi fra Django e Lancillotto, Matteotti e Garibaldi, Leonardo Ferri e Claudio Toscanini, Horacio e il capitano Asciutto. Aggiungeteci i registi più grandi del mondo. Quentin Tarantino un giorno gli confessò che coi primi risparmi si era comprato tutti i suoi film che aveva trovato. Passa le giornate (fra il suo giardino di Londra e la sua tenuta di Velletri) a leggere copioni. “Mi hanno appena proposto di fare il Papa”Oggi compie 80 anni. Li festeggerà con Vanessa, coprotagonista del suo film più bello. Quello della vita

Marino Bartoletti

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