Al posto della palla la campana tibetana

Quanti anni passati così…Tutto era scandito dagli allenamenti e dalle partite, con i miei laccetti portafortuna, il raccogliersi i capelli in un modo anziché in un altro, i soprannomi. Le canzoni da cantare in macchina, e le ginocchiere potenti bombe nucleari. Studio e Palestra le uniche attività per decenni… gli esami preparati di notte perché si tornava da allenamento tardi e il sabato in trasferta…e le vecchie compagne ancora amiche di vita perché legate strette da risate e arrabbiature.

Ora vivo la squadra con un altro sguardo, non gioco, non scendo in campo, non salto e non corro. Al posto della palla la campana tibetana, al posto delle ginocchiere e le scarpe da tennis, un cuscino e piedi nudi.

Guido altri gruppi dove il senso di squadra e sostegno è altrettanto forte, più maturo, più pacato, più intimo, perché sulle spalle tanti anni in più e tante partite, tante vinte e tante perse.Tutto è mutato, ma alla fine, a ben guardarmi, quella voglia di farcela, quella fame di arrivare all’obiettivo, quel fuoco che brucia mi appartengono sempre.Non cambierei di una virgola. Niente.

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