Vedo chiaro! (introduzione al Vangelo della Domenica)

La Buona Novella – Introduzione al Vangelo della Domenica – XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO / B – Mc 10,46-52

Vedo chiaro!

            I Vangeli sono eco dello Spirito di Cristo. Sono il bacio di Dio Padre e la mano di Gesù tesa verso di noi peccatori, uomini e donne sempre bisognosi di purificazione e di penitenza. Lo Spirito del Signore oggi ci mette di fronte alla nostra malattia e ci presenta anche la guarigione delle patologie dell’anima. Ma per evitare di cadere nella mania dell’allegorismo abbiamo il dovere esegetico di leggere le pericopi di Marco una con l’altra. Oggi, trentesima Domenica del tempo per annum ci troviamo di fronte all’uomo che ha perso la vista, mentre Domenica scorsa eravamo in compagnia dei megalomani figli di Zebedeo, con la loro richiesta di avere posti a sedere privilegiati e d’onore nella gloria eterna di Dio. Sintesi del messaggio evangelico: il potere ti fa divenire cieco. Nella brama di gloria sei nelle tenebre. E solo l’incontro con la Parola schiude gli occhi incapaci di vedere la luce. Con il suo sarcasmo latinoamericano Papa Francesco definisce così la sete di potere, richiamando un motto di Buenos Aires: “è come bere un gin a stomaco vuoto, a mezzogiorno. Dà alla testa”.

            Fratelli, Sorelle, Amici e Compagni!

Siamo noi il cieco, ogni volta che dimentichiamo la relazione.

Siamo noi il non vedente, quando le leggi sacre sono più importanti delle persone.

Siamo ciechi, quando pretendiamo di sapere tutto.

Siamo noi il cieco, quando la vita diventa un cumulo di norme e precetti.

Siamo nell’oscurità, se smettiamo di ascoltare in silenzio.

Siamo il cieco, se Dio diventa un idolo da adorare e non più il Padre buono.

Siamo ciechi, nell’ingordigia e nella fame smodata di cose da possedere.

            Invochiamo il Signore, che attraverso il dia-logo e l’incontro nella Grazia ci fa tornare a vivere, risveglia i sensi spirituali e ci dona la trasparenza del cuore … il dono dell’Intelletto, che è “intus legere”, cioè di “leggere dentro”: questo dono ci fa capire le cose come le capisce Dio, con l’intelligenza di Dio. Perché uno può capire una situazione con l’intelligenza umana, con prudenza, e va bene. Ma capire una situazione in profondità, come la capisce Dio, è l’effetto di questo dono. E Gesù ha voluto inviarci lo Spirito Santo perché noi abbiamo questo dono, perché tutti noi possiamo capire le cose come Dio le capisce, con l’intelligenza di Dio. E’ un bel regalo che il Signore ha fatto a tutti noi. E’ il dono con cui lo Spirito Santo ci introduce nell’intimità con Dio e ci rende partecipi del disegno d’amore che Lui ha con noi.” (Papa Francesco, Udienza generale 30 aprile 2014)

Buona Domenica!

don Domenico Savio

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