Mi sono innamorato di te un’altra volta

“Hai appena compiuto ottantadue anni.
Sei sempre bella, elegante e desiderabile.
Sono cinquantotto anni che viviamo insieme e ti amo più che mai.
Recentemente mi sono innamorato di te un’altra volta e porto di nuovo in me un vuoto divorante che solo il tuo corpo stretto contro al mio riempie.”

Lettera a D. Storia d’amore
André Gorz

Il suono di queste parole, come un balsamo, lenisce.
Richiama in me un antico bisogno di rinuncia al freddo pressapochismo,
di rinuncia a quella catena di montaggio universale che abbiamo permesso entrasse nella nostra vita,
svilendo e snaturando non solo la mente, ma anche il cuore.
Questo bisogno urgente del tutto subito del non darsi il tempo di essere, di maturare, di invecchiare, di stare nell’osservazione del tempo, anche insieme.
O così o niente perché tutto è in scadenza

Chissà se veramente, veramente, siamo convinti che sia libertà quella continua eccitazione che cerchiamo in modo ossessionante da togliere il sonno.
O se intimamente, sappiamo che tutto è un reiterato movimento contro natura, la nostra natura più vera.
Anche se giochiamo a nascondercelo,
perché dirlo ci costerebbe troppo.

Leggo spesso poesie d’ amore per questo:
per riprendere un contatto confortante con l’antico bisogno di calore, con quella possibilità, nascosta nel saper attendere, e quella creatività che nasce dalla fiducia di compiere i giusti passi.

I miei giusti passi,
anche e soprattutto staccati dalle folli abitudini di questo tempo.

MV

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