Fare il bene, in silenzio, tanto…. Lui lo sa!

L’unica ragione che Giovanni dà a Gesú è: “non è dei nostri” dopo aver visto una persona dedita a “scacciare demoni”, a liberare, a preoccuparsi per la libertà e la dignità degli altri. Pare che, benché i discepoli siano vicini a Gesù, no lo conoscano bene.
L’atteggiamento di Giovanni mostra che presto nacque nel gruppo vicino a Gesù il pericolo di creare un settore privilegiato, la difficoltà di accettare che lo Spirito soffi dove vuole, la tendenza a proclamarsi unici interpreti dell’insegnamento di Gesù. In questo atteggiamento, che è ancora attuale, si nasconde l’inquietudine, la paura e l’insicurezza di chi teme di perdere il potere, l’onore, i privilegi e il prestigio sociale. Oltre a dimostrare di non aver capito Gesù. Gesù viene per vincere ogni intransigenza, intolleranza, esclusione e chiusura settaria contraria alla sua vita e al suo messaggio. Il suo progetto è universale. Di nessuno è esclusiva. Gesù insegna che ci sono atteggiamenti “per la causa di Dio” che diventano esclusione, intransigenza e intolleranza.
Molte persone che, individualmente o collettivamente, denunciano le situazioni di ingiustizia presenti nel mondo, lavorano solidali per la causa degli uomini poveri e alla costruzione di un mondo più pulito, più umano, più pacifico e meglio distribuito, sono vicine a Gesù e lavorano per il Regno. “Lo si sappia o no, Lui lo sa” (George Crespy). Gesù ci invita ad accogliere con rispetto e gioia il bene fatto, lo faccia chi vuole.

Importante non é il sensazionale, ma il servizio e l’amore dei piccoli gesti, gioiosi e semplici, ma necessari e molto significativi.

Che cosa condivido e che cosa offro gratuitamente, con chi condivido, quando?

Con quale gentilezza offro aiuto, con quale attenzione e generosità accolgo gli altri?

Buona domenica ! 

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