No, grazie!

La Buona Novella – Introduzione al Vangelo della Domenica – XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO / B – Mc 6,1-6

No, grazie!

            Peggio di un rifiuto sincero e motivato ad una proposta c’è il “no, grazie!” giustificato da scuse diverse, di scarso e futile motivo e raggirato da ambiguità di ogni sorta. Il progetto di vita nuova lanciato da Gesù di Nazaret, l’annuncio di liberazione e la venuta del Regno di giustizia e pace trovano cuori spenti e aridi, occupati da altro. Gesù comincia la sua missione pastorale coltivando un terreno duro, che è il “cuore duro” dell’uomo. Senza puntare il dito su nessun altro all’infuori di noi stessi, affermiamo con audacia di essere noi quel popolo di Dio infedele alla chiamata all’amore. Non sappiamo riconoscere Gesù che viene a noi nella sapienza di una persona umile e sincera, non siamo capaci di scorgere nel fratello che mi sta gomito a gomito la profezia di Dio che mi invita ad accogliere l’altro così com’e è e non come lo vorrei io. Non accettiamo il Papa del momento, il vescovo del momento, il parroco del momento, il papà che ho, la mamma che ho perché nella situazione concreta mi rifugio in “qualcos’altro” che solo nella mia fantasia è meglio, è più adatto e più profetico. Martin Buber afferma nel suo piccolo gioiellino “Il cammino dell’uomo” che il compimento della mia felicità è situato “nel luogo in cui vivo adesso”. Hic et nunc. Qui ed ora.

            Assistendo alla fatica e alla sofferenza di Cristo che si imbatte contro uno scoglio duro e riceve rifiuto ed opposizione nella sua casa, tra i suoi familiari e nella sua patria, riceviamo un insegnamento magistrale per ogni educatore, responsabile della Parola e dell’evangelizzazione: dal catechista al vescovo, dall’animatore ai genitori e per chiunque altro uomo e donna impegnati nell’annuncio. Gesù guarisce pochi malati e percorre i villaggi, continuando pazientemente a predicare il Regno.

            Coraggio! Tu che ti senti fallito e scoraggiato.

I poveri ti convertiranno, anziché gratificarti. Saranno i malati a guarire te dall’egocentrismo. Il cammino perseverante di Cristo sia la tua bussola di riferimento. Riprendi daccapo. Ricomincia. “Lotta, vibra, ama … e poi in cielo”. (Ven. Raffaele Dimiccoli) Non fermarti ora, non cedere alla notte del cuore; non cadere in nessuna trappola. I semi gettati spunteranno quando meno te lo aspetti. “Spine tra le mani piangerai, ma un mondo nuovo nascerà”. (Semina la pace. Gen Rosso)

Buona Domenica!

don Domenico Savio

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