Meno online, più negozio di quartiere

“Spesso pensiamo che un click ci elevi verso il futuro , immaginiamo il benessere , ma nessuno degli utenti ha mai letto il bilancio di una azienda presente sulle piattaforme on line : sono ben lontani dal concetto di benessere.Il colosso affascina come una sirena , rende tutti sognatore di ricchezza , ma il vortice dei costi , le provvigioni rendono esiguo il guadagno e spesso dopo due anni si chiude . C’è poi la gestione delle risorse umane , molto simile alla contrattazione del cotone ai tempi della Giorgia . Non vale merito vale velocità , scaltrezza , guerra tra poveri . Ci siamo poi scoperti estimatori della delivery , mi porti a casa in contenitori di PVC o polistirolo piatti raffinati ed io sarei il principe del gusto ?

Acqua vento neve incidenti e spesso furti massacrano una categoria dei nuovi poveri . Stipendio a prestazioni e punizione se sgarri . Ho paura di questo modo di vita che stiamo trasmettendo ai nostri figli , tappare le ali alla libera impresa con concessione ad aziende che non versano nulla nel nostro paese è la fine della dignità . Tutte le forze politiche guardano dall’altra parte minando il futuro del nostro Paese. Togliamo questo velo di ipocrisia!!!!! Capiamo che domani in bici o a smistare un pacco potrebbe esserci un nostro figlio!!!!! Voi l’accettereste ? Io no ho dignità.”

Meno on line…piu’ negozio di quartiere!!

(lettera di un padre commerciante di Norcia)

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