La mendicante in metropolitana a Milano

Ieri in metropolitana, stazione Comasina, è salita una mendicante.Anziana, piccola, magra, un cappotto scuro. Quasi certamente italiana.Teneva in mano un bicchierino di carta e percorreva la carrozza senza guardare nessuno, gli occhi fissi davanti a sé.

Una mendicante da poco, ho pensato. Chi lo fa da tempo sa che occorre guardare in faccia la gente, per cercare di commuoverla. La sconosciuta, invece, procedeva come un’automa. Nessuno le dava una moneta .Possibile, a quell’età, dovere chiedere la carità? Era uno spettacolo struggente vedere quella vecchia stranita, che in realtà sembrava non aspettarsi niente.

I nuovi poveri si riconoscono, perché non ci sanno fare.

Mi sono chiesto: quanto deve costare, la prima volta nella vita che ti trovi a stendere la mano per strada?La prima volta che chiedi, a degli sconosciuti, la pietà di un aiuto?A quel pensiero mi è venuto freddo. Quando neghiamo una moneta sappiamo quanto possa costare, domandarla?Poi sono sceso. Prendere la metropolitana oggi a Milano fa male, mi sono detto, ma non per il Covid: fa male al cuore.

Ti lascia un segno addosso: come, sul fango, le ruote di un trattore.

Marina Corradi – da Avvenire

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