La verità della vulnerabilità

-Stamattina ho tenuto un corso in azienda con animo “mosso” e “commosso” perché avevo appena terminato di preparare la lezione per gli adolescenti che si sarebbe tenuta nel pomeriggio. Una lezione incentrata sul “razzismo strutturale” e sul “male altrui” di cui parla Liliana Segre nel suo discorso al Parlamento Europeo.

Arrivata in azienda, come sempre ero pronta a condurre Mindfulness e ad ascoltare le conflittualità emerse tra colleghi durante la settimana, ma così non è stato.

La vulnerabilità che mi ha toccato in questi giorni, per diversi motivi, ha scardinato la tabella di marcia,e messa sul piatto, in mezzo al gruppo, e’ stata motivo per riflettere in profondità su cosa sia la vulnerabilità e che rapporto abbiamo con essa.Alcuni discorsi come quello di Liliana Segre, che sgretolano le frontiere dell’ego e che ci rendono vulnerabili, vanno ripetutamente fatti ascoltare, in ogni contesto, ad ogni livello. Sono gocce che aprono tunnel nel cuore di chi è pronto, e sono mattoni su cui ricostruire una società sfinita.Troppo spesso pensiamo che la vulnerabilità sia debolezza da nascondere, quando in realtà è un punto zero da cui partire per cercare verità.E così, in un contesto apparentemente lontano, la pratica condotta è stata di Metta (amorevole gentilezza) che ci ha portato a riflettere, su quanto sarebbe sufficiente la gentilezza verso se’ e verso gli altri, per ridurre ai minimi termini ogni conflitto, così in azienda come in famiglia.Con coraggio, dunque ci siamo permessi di lasciare spazio a questa vulnerabilità, capace veramente di scardinare la falsa idea di superiorità, che sempre di più permea tanti contesti della nostra vita.

Questo ho portato in azienda oggi, questo ho portato ai meravigliosi adolescenti ora e questo porterò stasera agli altri incontri.Perché non c’è ruolo, non c’è età, non c’è estrazione sociale, che faccia di un essere umano un essere superiore ad un altro, tutti così diversi tutti così uguali.

E in silenzio ci siamo salutati.

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