Domenica 24 gita a Castellina sul Marangone ed alla sua Valle

Signori Tiburziani e carissimi lettori de Ilcentuplo

                             come già comunicato, con la presente uscita inizia il novero delle escursioni “fuori porta” consentite dalle ultime norme anti Covid, dettate dalle intemperanze del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

               L’escursione è molto bella, naturalistica ed archeologica. Visiteremo il luogo (ciò che resta) ove gli abitanti della nostra già etrusca, Città (denominata dai posteri romani “Castellina”), risiedevano prima che gli imperatori della dinastia degli “Antonini”, Traiano e Adriano, dessero mano alla costruzione del porto di Civitavecchia. Vedremo il corso d’acqua, mezzo di comunicazione, cosiddetto Marangone, utilizzato dalla popolazione dell’età del bronzo, per il trasporto fluviale fin qui del minerale ferroso “cavato” dai Monti della Tolfa.

          La visita alla Castellina sul Marangone ed alla sua Valle, si rende opportuna per riempire necessariamente i vuoti del periodo che stiamo vivendo. Erano in programma altre uscite “Tusciane”, che porremo in calendario se e quando riapriranno i cancelli della nostra dorata prigione!

          L’escursione ci porterà a visitare luoghi ove resta parte di una bellissima macchia mediterranea vera e propria, come quella che cingeva le nostre cittadine in passato. Sembra impossibile che certe colline possano essere sfuggite alle mire dei contadini od altri abili speculatori politici, avidi di terre ove coltivare sementi od altro che, data la loro natura, sono solo adatte ed appena sufficienti a mantenere il bestiame in pascolo brado.                Questo residuo di macchia nella sua particolare tipologia, a parere dello scrivente, è presente soltanto nelle isole maggiori che si affacciano sul Tirreno, nella Toscana e nell’alto Lazio.

DEDICO QUESTO MODESTO MOMENTO AL RICORDO DEI SIGG.RI  PROF. SALVATORE BASTIANELLI ED AL M.o FABRIZIO PIRANI  PER AVER RIORTATO IN LUCE LA  CASTELLINA  ED AL DOTTOR FRANCO CAPUANI CARO COMPAGNO DI STUDI, CHE NELLA SOTTOSTANTE MACCHIA DELLE VOLPELLE RINVENNE STRUMENTI LITICI DELL’ETA’ DELLA PIETRA. MENTRE NOI AD ALTRE FACCENDE AFFACCENDATI … PERDEVAMO TEMPO DIETRO L’AVVENENZA DELLE  NOSTRE BELLE COETANEE. 

Qualche cenno personale di storia …

    La Castellina, nel suo insieme, acropoli e necropoli arcaica, si trova ormai amorevolmente avvolta e custodita entro una coltre intensa di macchia mediterranea di lentischi, erica arborea, olea oleaster ed altro. E mentre amorevolmente la protegge da incauti avventori, tombaroli od altri individui più o meno autorizzati, indisturbati, continuano ad esercitare la loro criminale attività. E’ così che, ormai mal ridotta … malmenata, si presenta! Difficile l’identificazione e l’ubicazione ai nostri occhi se non Vi fosse indicata da chi Vi porta e che l’ha vista risorgere dalle fondamenta. Macchina del tempo … in passato, forse dalla media età del bronzo al 295 a.C., deve aver avuto i suoi bei fasti. Sorta quale baluardo ed avamposto della Lucumonia di Tarquinia, controllava e ne difendeva il tratto di mare “sud” dagli attacchi marittimi e terrestri. Sulla Fo ce del Marangone disponeva di un porto con mezzi navali, mentre sulla sottostante Via marittima che collegava i centri etruschi, era sicuramente ubicato un contingente militare.

      Il porto stesso, in periodi relativamente tranquilli, smistava i minerali del bacino minerario dei monti della Tolfa, raggiunto da imbarcazioni che fungevano da spola. Sul territorio sono inoltre presenti varie sterrate, utilizzate per lo stesso scopo nei periodi siccitosi. Quanto alla sua conquista, avvenuta nel 295, questa si pone in un lasso di tempo parallelo alla disfatta di Tarquinia, ultima lucumonia ad arrendersi ai romani, a seguito della battaglia di Sentino, terminata in quell’anno, combattuta dai romani contro un’alleanza formata da Sanniti, Etruschi e Galli Senoni. E da ultimo dalle battaglie del Lago di  Vadimone (Etim. Lago della Valle del Demonio). Il motivo per cui il dominio dell’Etruria partì dall’interno (Selva Cimina) deve sicuramente attribuirsi ad uno speciale contingente militare etrusco, marittimo e terrestre, dislocato sotto e nei pressi della nostra Ca stellina. E’ ignoto il nome storico del luogo, che certamente non corrispondeva a quello affibbiatogli, che risulta comunemente attribuito ai centri etruschi minori di cui non si è voluto tramandare il nome, purché posti su alture. Ma quando Tarquinia fu conquistata la nostra Castellina sul Marangone ne seguì sorte peggiore. La popolazione fu deportata nella colonia di c.d. di “Castro Novo”, poco più avanti verso Capo Linaro, sul luogo ove era presente l’accampamento romano, che diede mano alla conquista di quella nostra antica città e che, per vostra conoscenza, recenti scavi del Comune di Santa Marinella stanno riportando in luce.

Arrivederci … spero ….  

ATTENZIONE SI PARTE ALLE ORE 9.00

LUOGO DI RITROVO … PARCHEGGIO SCOPERTO SUPERMERCATO COOP CIVITAVECCHIA BOCCELLE

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