Dio è (anche ) abruzzese – a quattro anni dalla tragedia di Rigopiano

Oggi ricordiamo quattro anni dalla tragedia di Rigopiano e ci vorrebbe solo il silenzio davanti alle tante morti e i tanti lutti provocati dalla slavina che colpì il resort di Farindola, vicino al Gran Sasso.

Quattro anni fa scrivevo:

“La vita e la morte, un grande mistero. Un giornalista, per fare effetto, ha scritto un titolo: ‘Dio non è abruzzese’. Si vede che lui non è abruzzese, non partecipa al dolore della gente e lancia frasi per fare colpo sulle persone provate. Dio è abruzzese perché in questo momento è in Croce e partecipa al nostro dolore con il suo. Dal tragico evento di Rigopiano cambieranno i miei occhi: prometto di piangere con chi piange e di ridere con chi ride; prometto di non essere ‘cinico’ e di non abituarmi al dolore degli altri; prometto che il dolore degli altri può cambiare parte di me e poi parte di chi incontrerò.

Rialzaci, Signore, dalla morte e facci essere ancor di più innamorati della vita, ridonandoci la forza e la voglia di pregare e di amare sempre”.(fra Emiliano Antenucci)

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