La cultura della cura come percorso di Pace

E’ dal 1967 che in tutta la Chiesa, oggi 1° dell’anno, si celebra la giornata mondiale della pace. E’ la preghiera universale di tutto il mondo a Dio, perché conceda ai popoli pace e concordia.

Oggi, se tiriamo un po’ le somme, viene da pensare che: o noi non sappiamo pregare per la pace, o il Signore è indifferente alle nostre richieste. Infatti si continua a morire di guerra. Si continua a piangere i morti e i campi di battaglia sono ricoperti di cadaveri assurdi e inaccettabili di donne, anziani e bambini. Sì, forse non sappiamo pregare o Dio non si interessa delle sue creature. Ma, riflettendoci bene e superando l’angoscia delle notizie e dei bollettini di ogni giorno, potrebbe esserci un terzo motivo che ci coinvolge direttamente. La pace ha la radice nel cuore dell’uomo, non è necessario e non bisogna cercarla altrove. Per dirla col Papa Santo Paolo VI “la pace dipende anche da me”. La pace non è mancanza di guerra e non si trova solo dove le armi tacciono. La pace inizia dove inizia la volontà di distruggere i contrasti, dove inizia il dialogo e il consenso, dove si ricerca la civiltà dell’amore. Inizia dove noi, ognuno di noi, analizza e corregge i propri gesti personali, semplici e quotidiani, nei rapporti con la famiglia, i vicini, con le persone con le quali siamo a contatto. Analisi e correzione della nostra superbia, vanità, egoismo, vendetta. Difesa dei valori fondamentali, quelli della vita appena concepita o quella ormai giunta al termine. E’ la pace che deve esplodere prima in noi, per esplodere poi negli altri. Ed è questo il momento, all’alba di un nuovo anno.

Papa Francesco ha voluto quest’anno darle come titolo La cultura della cura come percorso di pace, richiamandosi alla cura che Dio ha per tutta la creazione e in particolare per l’uomo.
È proprio il Padre il nostro modello di vicinanza e attenzione verso tutte le sue creature; e il Signore Gesù in tutta la sua vita terrena e in particolare con il dono di sé sulla croce, ci ha aperto la via dell’amore verso tutti.
La Chiesa vuole continuare a seguire l’esempio del suo Maestro e per questo, anche attraverso i principi della sua dottrina sociale, quasi una bussola che indica il cammino, ci propone un percorso educativo che ci porti a coltivare:
   * La cura come promozione della dignità e dei diritti della persona.
   * La cura del bene comune.
   * La cura mediante la solidarietà.
   * La cura e la salvaguardia del creato.

Questo processo educativo coinvolge anzitutto la famiglia e si allarga a tutta la società e alle religioni; vuole così diventare un patto educativo globale, creando una cultura della pace in cui possiamo tutti riconoscerci fratelli e prenderci cura gli uni degli altri.

Un pensiero su “La cultura della cura come percorso di Pace

  • 1 Gennaio 2021 in 18:57
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    Non vi è dubbio alcuno. La storia non è magistra vita(diversamente non vi sarebbero state 3000 guerre in 3000 anni) e i problemi del mondo sono dunque i nostri problemi, saldamente amplificati e moltiplicati. Non ci sono in alcun modo estranei. Sono gli stessi problemi del cibo, della casa… dell’affetto, della libertà e della pace. Della felicità. Tu sei una parte ed espressione del mondo e si riflette in te pienamente e completamente. Non possiamo separarci da esso poiché esso influisce su di noi… e noi su di esso. Che ti piaccia o no. Ogni tentativo di estraniarci dal mondo porta ineluttabilmente alla decadenza, all’inaridimento della mente e del cuore. Abbiamo costruito il mondo? Allora sempre noi dobbiamo trasformarlo. Con la nostra buona condotta, il modo di vivere, col rigenerarci radicalmente… Però questa rigenerazione radicale può avvenire solo se siamo consapevoli dei nostri pensieri, sentimenti e azioni. Pregare aiuta e conforta molti buoni cristiani, non vi è dubbio alcuno, tuttavia è fondamentale essere consapevoli di come vi comportate nella vostra vita quotidiana, di come siete CONDIZIONATI DAL Passato e dall’ambiente, di come agite spinti dalla Memoria, dall’avidita, dallo spirito di imitazione e di sottomissione. Essere misericordiosi verso se stessi senza condannarsi…senza giustificarsi. Osservate i senza difendervi o condannarli.. Esaminate i quali siete, mentre PENSATE…. finché comincerete a COMPRENDERVI. Io credo e penso sia questa la giusta via della vita… (colgo occasione per salutare il caro amico Giorgio con cui ho condiviso momenti di riflessione e pace in piena guerra di Bosnia. Momenti che ancora oggi, nel ricordarli, suscitano intensa commozione. Ed è spontaneo pregare, con attenzione… semplicemente ringraziando. Senza chiedere proprio nulla… perché già è stato dato tutto… sin dall’inizio)

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