“C’è qualquadra che non cosa” – lungo post tragicomico

Il disordine degli eventi sta ribaltando l’ordine naturale dei fenomeni, disordine a cui, ahimè, ci stiamo assuefacendo.  Basta qualche contentino al nostro piccolo ego e subito perdiamo di vista ciò che siamo:  una piccola goccia in un mare  impazzito.

Stiamo qui in balia degli eventi dove c’è spazio per tutto:

per le saccenti previsioni “confortanti” del co-fondatore di Microsoft che, come sappiamo, oltre ad essere un grande virologo, ha sviluppato strani poteri paranormali prevedendo  quando il pianeta  ritornera’ alla “normalità”, 

per la disperazione di chi non potra’ solcare le piste da sci durante le festività, 

per chi delega il futuro ad un miracoloso vaccino,

per un vaccino già pronto in tempi record, con l’Inghilterra che batte tutti, in barba all’Ema e fregandosene dell’autorizzazione condizionata,

per un Salvini di sottofondo che urla:”fuori dall’Europa tutto è più veloce!!”  e Conte che sbiadisce le regioni in prossimità del Natale, così potremo più facilmente fare regali con soldi che non avremo e destinati a persone che non vedremo.

Fortunatamente però, se qualche mio caro parente abita nel comune limitrofo, confine invalicabile, potrò fargli recapitare i miei regali grazie a S. Amazon che, si sa, ha come valore fondante la tutela dei diritti del dipendente.

E poi se tra un solitario e una tombola a due, ci viene un languorino possiamo chiamare un Mc al volo o qualche altra multinazionale, che, grazie ai riders pagati ben 2 euro a consegna, potra’ soddisfare il nostro bisogno di cibo spazzatura. 

“E qualquadra non cosa” come diceva mia figlia da piccola.

E io a chiedermi davanti a questo spaccato, che, se non fosse tragico sarebbe comico, dove posso scovare quel ” buono”. Quel buono che un occhio attento può sempre trovare, come ripeto a tutti con passione: basta cercare. 

Oggi il mio occhio è stanco e fatica a trovare la risorsa in queste dense e silenti sabbie mobili…

Oggi il sorriso lascia lo spazio alla stanchezza per tutti questi e tanti altri incomprensibili aspetti e perché diventa difficile, a volte, portare conforto ad altri, quando le dinamiche che stanno alla base di grandi logiche governative nazionali e internazionali sono davvero incomprensibili, diventano basi di un sistema che ha sostituito l’etica con il potere.

Non c’è un senso, non c’è un ordine, non c’è rispetto, abbiamo perso veramente di vista il disegno più ampio, abbandonando definitivamente l’altro da me, accontentandoci di sopravvivere fra giornate scandite da ansie temporaneamente sedate da effimeri piaceri materiali.

Questo distanziamento sociale è diventato un isolamento di cuore, e noi abbiamo rinnegato il sogno, il desiderio e abbiamo disinvestito sulla nostra felicità, delegandola a insensati atti esterni.  

E qui, dove le proporzioni lasciano a desiderare, è chiamata in causa la nostra volontà, la volontà di non mollare e di ri-crearci come singoli esseri umani e come preziose parti di una grande comunità.

Che alternativa abbiamo se non ripartire da qui, da noi stessi, ponendoci una semplice domanda:  cosa vorrebbe dire per me fiorire,  ora,  proprio nel contesto in cui vivo? 

Vabbè va, mi faccio una terapeutica fetta di pandoro e mi riprendo. Prometto, oggi stanchezza ma domani sorriso e pronta a mordere la vita.

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